
La pagina ufficiale "Mi Guantánamo" ha diffuso questo domenica immagini di uno dei nuovi Centri Comunitari di Carico e Servizi della città, una rete di strutture concepite affinché la popolazione possa cucinare cibi e ricaricare dispositivi durante i prolungati blackout che colpiscono la provincia.
Le fotografie mostrano il centro situato all'angolo tra le strade Martí e Crombet completamente attrezzato con congelatori orizzontali, un frigorifero a due porte, cuociriso e pentole a pressione elettriche installate su scaffali in acciaio inossidabile.
Il locale dispone anche di una stazione numerata per la ricarica di telefoni cellulari, con almeno 30 compartimenti identificati, oltre a cavi e ciabatte elettriche.
All'esterno, un cartello identifica l'installazione come Centro Comunitario di Carico e Servizi e include segnaletica specifica per il caricamento di motociclette elettriche tramite energia solare.
Il progetto fa parte di un piano provinciale che prevede la costruzione di una ventina di questi centri nella città di Guantánamo, con due strutture per ogni Consiglio Popolare e un investimento vicino ai 25 milioni di pesos, come riportato a maggio dal quotidiano ufficiale Granma.
Secondo quel mezzo, ogni centro avrà circa 30 kilowatt di pannelli solari e 60 kilowatt di capacità di accumulo in batterie.
Oltre al caricamento di telefoni, stazioni portatili, motorini e tricicli elettrici, offriranno spazi per cucinare con fino a 10 pentole per riso e 10 attrezzature multiuso, oltre a un servizio di televisione. L'investimento combina risorse di aziende statali e mipymes private.
Le autorità hanno presentato il programma come una risposta ai prolungati blackout causati dalla carenza di carburante, mentre hanno annunciato che il modello sarà gradualmente esteso al resto dei comuni della provincia e sarà integrato con l'installazione di nuove "solineras" per veicoli elettrici.
La creazione di questi centri riflette l'impatto della crisi energetica a Guantánamo, una provincia che dipende da una sola linea di 110 kilovolt proveniente da Santiago di Cuba per il suo approvvigionamento elettrico e dove i blackout sono diventati parte della routine quotidiana della popolazione.
Quella linea è guastata l'11 giugno, lasciando l'intera provincia senza servizio. L'Empresa Eléctrica ha allora riconosciuto otto trasformatori guasti senza pezzi di ricambio disponibili.
La direzione politica di Guantánamo ha invitato questo sabato a ridurre il numero di lamentele dei cittadini riguardo al servizio elettrico, mentre la provincia registra oltre 150 reclami giornalieri e accumula mesi di blackout che hanno lasciato i residenti anche fino a 33 ore senza elettricità.
Il fenomeno delle stazioni di servizio energetico alimentate con pannelli solari, comunemente conosciute come "solineras" e indipendenti dal Sistema Elettrico Nazionale, si è diffuso in tutta Cuba.
Santa Clara è stata pioniera con la prima installazione del paese in aprile, annunciando nel contempo l'imminente apertura delterzo centro solare nel quartiere Sandino, con alcuni dei suoi servizi gratuiti.
In Holguín, invece, qualche giorno fa si è accesa la polemica riguardo alle tariffe di tra 50 e 500 pesos cubani all'ora della sua prima solinera El Girasol.
Matanzas progetta nove punti collettivi di carico in tutta la provincia, ed è stata annunciata anche l'apertura di una di queste strutture nel cuore di El Vedado, la capitale.
Il Sistema Elettrico Nazionale ha accumulato otto blackout totali in 18 mesi e registra elevati deficit di generazione, così come blackout di oltre 24 ore consecutive, conseguenza diretta di decenni di disinvestimento e della sospensione delle spedizioni di petrolio venezuelano dall'inizio di quest'anno.
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