
Melanie Enamorado, una madre cubana residente a L'Avana, ha mostrato questo sabato le vesciche che le sono rimaste sulle mani dopo aver colpito da sola una vecchia pentola con un mestolo per 27 minuti ininterrotti, in un atto di protesta individuale.
«Queste sono le conseguenze di ventisette minuti senza fermarsi a colpire una vecchia pentola con un mestolo. Solo io in tutta una comunità. Ventisette minuti di protesta, di desiderio, di esigere ciò che per diritto umano mi spetta: libertà. Libertà di espressione, libertà economica, libertà sociale», scrisse Melanie accanto alle immagini delle sue dita sanguinanti.
Nel suo testo, la giovane ha sottolineato di essere stata l'unica persona di tutta la sua comunità a protestare in quel modo e ha trasformato le vesciche sulle sue mani in un simbolo di coraggio: «Queste vesciche sono la mia testimonianza che non temo l'uomo, la cui sangue è rossa come la mia e siamo costituiti dalla stessa struttura biologica».
Il messaggio ha anche chiaramente indirizzato coloro che hanno scoraggiato il suo gesto o sono rimasti indifferenti.
«I tiepidi, quelli che ti lasciano da sola, quelli che si infastidiscono, e quelli che ti dicono: 'Sei pazza!' 'Non fare rumore' 'Se fossi in te non farei così' 'È solo una perdita di tempo' non considero giusto che una volta raggiunto l'obiettivo godano del privilegio», scrisse Melanie, tracciando una linea tra chi lotta, chi supporta da casa e chi semplicemente aspetta.
«Chi non lotta per ciò che desidera, non merita ciò che vuole», titolò Melanie il suo post, in una frase che riassume lo spirito di un atto che, sebbene solitario, risuonò molto oltre la sua comunità.
Chiuse la sua pubblicazione con una riflessione che divenne il fulcro di tutto il testo: «Ieri sera ho capito qualcosa di molto spiacevole ma vero, la libertà non è per tutti, è per coloro che sono disposti e per quelli che la sostengono, e la libertà, come la salvezza, è personale».
Non è la prima volta che Melanie attira l'attenzione con il suo coraggio. Una settimana fa, la madre cubana ha pubblicato un video virale denunciando che il suo quartiere a Guanabacoa era senza acqua da circa 16 giorni, con la frase «adesso ho più sete che paura» e il grido di «abbasso la dittatura castrista».
Il cacerolazo solitario di Melanie avviene in un contesto di ebollizione sociale senza precedenti a Guanabacoa e in tutta Cuba.
Il municipio habanero di Guanabacoa ha registrato una protesta rumorosa a La Hata, all'inizio del mese; un'altra manifestazione pochi giorni dopo nel quartiere di Nalón, dopo più di 33 ore consecutive senza elettricità; e una nuova manifestazione a Loma de la Pela durante la notte del 16 luglio.
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