
I Centri per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie (CDC) hanno confermato che gli Stati Uniti hanno già superato nel 2026 il numero totale di casi di morbillo registrati durante tutto il 2025, con ancora cinque mesi davanti: 2.318 contagi confermati rispetto ai 2.289 dell'anno precedente, il che rende il 2026 l'anno peggiore per questa malattia nel paese dal 1991.
Il dato, pubblicato dal CDC venerdì 24 luglio, riflette l'avanzamento di grandi focolai in Carolina del Sud, Utah e Arizona, oltre a decine di focolai minori distribuiti in 45 giurisdizioni in tutto il paese.
Carolina del Sud è stata l'epicentro più devastante: il suo focolaio, iniziato nell'ottobre del 2025 nella contea di Spartanburg, ha accumulato 997 casi confermati prima di essere dichiarato concluso il 26 aprile 2026, diventando il maggior focolaio statale degli ultimi 35 anni.
Di quei casi, 932 riguardavano persone non vaccinate.
L'Utah combatte la malattia da oltre un anno, con più di 700 persone infettate in 22 dei suoi 29 contee.
L'epidemiologa statale, la dottoressa Leisha Nolen, ha avvertito che l'epidemia reale al confine tra Utah e Arizona potrebbe essere tre o quattro volte superiore ai casi confermati, secondo modelli matematici e analisi genetiche.
Florida figura anche tra gli stati più colpiti: accumula 141 casi nel 2026, rispetto a soli otto nel 2025, un incremento di quasi 18 volte in un anno che la posiziona come il quinto stato con il maggior numero di contagi a livello nazionale.
L'epicentro dell'epidemia è stato la Ave Maria University, nella contea di Collier.
Dietro l'entità del rialzo c'è un fattore strutturale: la copertura vaccinale con il vaccino trivalente (MMR) tra i bambini della scuola materna è scesa dal 95,2% nell'anno scolastico 2019-2020 al 92,5% nel 2024-2025, lasciando circa 286.000 minori senza protezione, secondo dati del CDC.
In Florida, quella cifra è ancora più bassa: 88,1%.
Il 93% dei casi del 2026 riguarda persone non vaccinate o con stato vaccinale sconosciuto, un modello identico a quello dell'anno precedente.
Gli esperti avvertono inoltre che le cifre ufficiali sottovalutano la realtà. L'epidemiologo capo del Texas, il dottor Varun Shetty, ha spiegato che «quello che possiamo contare e riportare è quasi sempre una sottostima di ciò che è realmente accaduto, poiché dipende dalla volontà delle persone di sottoporsi al test e di condividere informazioni con i fornitori di salute».
In merito alla gravità clinica, il 2026 registra finora 151 ricoveri e nessun decesso, un panorama meno letale rispetto al 2025, quando morirono tre persone —due bambini in Texas e un adulto in Nuovo Messico—, tutte non vaccinate.
Il dottor Mark Roberts, ex direttore del Laboratorio di Dinamica della Salute Pubblica dell'Università di Pittsburgh, ha riassunto con un'analogia il rischio collettivo che comporta non vaccinarsi: «Non vaccinare tuo figlio è come dire: non voglio che la mia auto abbia i freni. Perché ci sono altre persone che puoi colpire. Non sei solo tu nella tua auto. Ci sono altre persone».
Nel novembre del 2026, l'Organizzazione Panamericana della Salute esaminerà formalmente se gli Stati Uniti e il Messico abbiano perso il loro status di paese libero da morbillo, una certificazione che gli Stati Uniti mantengono dal 2000 e che ora affronta la sua maggiore minaccia in oltre due decenni.
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