Avvertono sui pericoli del fumo e dei gas tossici causati dalla cottura con carbone in edifici alti di Santiago di Cuba

18 piante di Garzón, Santiago di CubaFoto © Facebook / Emprendedores a Santiago de Cuba

Il soccorritore Aris Arias Batalla ha pubblicato un avviso sui social media in cui mette in guardia sui rischi che affrontano gli abitanti degli edifici di grande altezza quando cucinano con carbone o legna a causa dei prolungati blackout, una pratica che ai piani superiori può diventare una minaccia collettiva per la salute.

Il capo provinciale delle Operazioni e Soccorso della Croce Rossa Cubana a Santiago di Cuba ha lanciato il suo appello, intitolato «La otra cara de la altura», alle autorità incaricate di gestire la crisi energetica. La sua denuncia si concentra sul complesso Sierra Maestra, noto popolarmente come le «18 Plantas de Garzón», situato nell'avenida Victoriano Garzón, così come in altri edifici alti della città.

«Mentre una famiglia in un'abitazione a bassa altezza può cucinare con carbone o legna in un patio o in un terrazzo ventilato, in un appartamento al 15° o 18° piano quella stessa alternativa diventa un problema di salute collettiva», scrisse Arias.

Il soccorritore spiega che il fumo e i gas tossici non si disperdono in altezza: si concentrano nei corridoi, nelle scale e nei condotti di ventilazione, colpendo decine di vicini, in particolare bambini, anziani e persone con malattie respiratorie come l'asma.

«Non è lo stesso standard di disagio; è un disagio che soffoca letteralmente», avverte.

Nella sua pubblicazione, fa una richiesta ragionevole: «Il fumo della preparazione di cibi con carbone o legna danneggia i vicini. Per favore, collegate queste strutture a circuiti elettrici prioritari».

I rischi sanitari di cucinare con carbone o legna in spazi chiusi o semiaperti sono gravi: il monossido di carbonio è inodore e incolore e può accumularsi fino a causare intossicazione e morte, mentre le particelle fini PM2,5 penetrano profondamente nei polmoni e possono scatenare crisi d'asma, infarti e aritmie.

La Organizzazione Mondiale della Sanità avverte che nelle abitazioni con stufe a biomassa senza ventilazione adeguata, i livelli di inquinanti possono essere fino a 100 volte superiori ai limiti raccomandati.

Di fronte a questo scenario, Arias Batalla chiede che i piani di emergenza includano un «fattore altezza» nella distribuzione delle risorse: piccoli generatori per pompare acqua e gas liquefatto per cucinare.

«Non chiedo soluzioni magiche. Chiedo sensibilità e priorità», ha scritto.

«Un blackout non è solo oscurità, ma anche sete, immobilità e rischio per la salute», ha sottolineato il funzionario del regime.

La lettera elenca inoltre altri problemi che la crisi energetica aggrava in modo particolare nei piani alti: l'acqua potabile non arriva per gravità e deve essere pompata in serbatoi elevati con elettricità o combustibile che scarseggia; gli ascensori smettono di funzionare, trasformando la salita quotidiana in un supplizio per persone con disabilità, anziani e donne in gravidanza; e l' oscurità nelle scale e nei corridoi aumenta il rischio di cadute e incidenti.

Il contesto che circonda questa denuncia è di estrema gravità. La Empresa Eléctrica di Santiago de Cuba ha ammesso a maggio che in alcuni circuiti non può garantire nemmeno due ore di servizio giornaliero, e recentemente è stata denunciata la situazione di famiglie in una località della provincia che hanno trascorso 26 giorni consecutivi senza elettricità.

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Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.

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