
Il sito ufficiale Cubadebate ha riportato giovedì che il Consiglio di Stato ha tenuto una sessione ordinaria per analizzare i presunti progressi nell'implementazione delle trasformazioni economiche e sociali approvate dall'Assemblea Nazionale il 18 giugno, scatenando un'ondata di derisioni e ironie tra i cubani sui social media.
Il primo ministro Manuel Marrero Cruz ha assicurato durante la riunione, presieduta da Esteban Lazo Hernández e con la presenza di Miguel Díaz-Canel, che da quella sessione parlamentare sono state elaborate 171 proposte e valutazioni da parte dei deputati, è stato aggiornato il sistema di lavoro del governo e sono stati approvati sei decreti-legge — cinque legati all'agricoltura e uno modificativo del Codice della Sicurezza Stradale.
La ministra della Giustizia, Rosabel Gamón Verde, ha precisato che il cronogramma legislativo per implementare le trasformazioni prevede in totale 138 norme giuridiche, sebbene abbia avvertito che potrebbero emergere altre durante lo stesso processo.
Il Consiglio di Stato ha anche approvato di sottoporre al Settimo Periodo Ordinario di Sessione dell'Assemblea Nazionale — convocato per il 29 luglio — cinque progetti di legge: il Codice del Lavoro, la Legge sulle Terre Agricole e Forestali, la Legge sulla Casa, la Legge sull'Organizzazione dell'Amministrazione Centrale dello Stato e la Legge sul Sistema di Identità Personale e Residenza.
Il comunicato sugli "sviluppi" è arrivato in un momento di particolare ironia: a sole poche ore di distanza dalla notizia che la catena alberghiera Meliá completava il suo ritiro totale da Cuba, chiudendo i suoi 34 hotel sull'isola a causa di difficoltà operative, legali e finanziarie. Un utente di Internet lo ha riassunto senza giri di parole: «Uf, che grande progresso, immagina che addirittura Meliá se n'è andata».
Il contesto economico rende ancora più difficile sostenere il racconto ufficiale: blackout di tra 20 e 40 ore consecutive, una contrazione del PIL prevista tra il 6,5% e il 7,2%, un'inflazione ufficiale su base annua del 15,89% a maggio e un tasso di cambio informale che supera i 670 pesos cubani per dollaro. «Quale progresso? Ahh, sì, l'olio a 2.500», ha scritto un altro utente, mentre una vicina del quartiere Las Brisas, a Cotorro, ha denunciato che il suo isolato è senza acqua potabile da otto mesi e che i residenti sono costretti a comprarla da un venditore ambulante.
Il terreno per le derisioni era stato preparato dallo stesso Díaz-Canel quattro giorni prima, quando in un'intervista con RT en Español ha usato la metafora «l'utopia è all'orizzonte» per rispondere se Cuba ha una soluzione per la crisi, frase che i cubani hanno interpretato come un'ammissione che non c'è una soluzione concreta in vista.
I commenti su Facebook all'articolo di Cubadebate si sono trasformati in un catalogo dello scetticismo popolare. «Se l'utopia è all'orizzonte e l'orizzonte si avvicina di dieci passi mentre l'utopia retrocede di due passi, quante utopie può gestire Pancha?», ha chiesto un utente con una certa ironia matematica. Un altro è stato più diretto: «L'unica cosa che si vede sono rovine e fallimenti. Solo leggendo Cubadebate si notano i progressi».
Le riferimenti all'utopia si sono moltiplicati come eco delle stesse parole del governante. «Progressi all'orizzonte? Verso l'infinito e oltre. Speriamo che riescano a indovinarne almeno uno, perché negli ultimi tempi tutto va al contrario», ha scritto un'utente, nella frase che ha ispirato il titolo di questo articolo. Un'altra ha sottolineato: «67 anni a prendere misure utopiche che si perdono all'orizzonte». E un'altra ancora, con rassegnazione: «Progressi???... ah sì certo, l'utopia limonardica è l'unica che avanza... un passo avanti e un passo indietro».
Il malcontento per le riunioni senza risultati ha trovato spazio. «Basta con le riunioni, vogliamo risultati e vivere da persone dignitose», ha esigito un utente. Un altro ha ricordato il precedente dei Lineamenti del PCC approvati nel 2011: «Questo mi ricorda i linea-'mento': 10 anni a parlare invano e per niente».
Il regime ha promesso di attuare 121 delle oltre 170 trasformazioni prima della fine di luglio, con priorità per i pensionati e le persone vulnerabili, in quello che presenta come il maggiore pacchetto di riforme degli ultimi decenni. Per i cubani che da mesi vivono senza acqua, senza luce e senza poter acquistare olio, questi progressi rimangono, come l'utopia, all'orizzonte.
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