USCIS conferma di aver ripreso i processi di cittadinanza per cubani e venezuelani

Ufficio USCIS (Immagine di riferimento)Foto © Instagram/USCIS

Il Servizio di Cittadinanza e Immigrazione degli Stati Uniti (USCIS) ha confermato ufficialmente di riprendere il trattamento dei benefici migratori - compresi cittadinanza e naturalizzazione - per cubani e venezuelani.

Così lo riflette una lettera datata 16 luglio e indirizzata alla congressista repubblicana della Florida María Elvira Salazar, che ha pubblicato il documento sui suoi social media.

La lettera dell'USCIS

Il documento, firmato dall'Ufficio del Direttore di USCIS a Camp Springs, Maryland, risponde a una richiesta che Salazar aveva inviato al Segretario della Sicurezza Nazionale, Markwayne Mullin, il 27 marzo 2025 -ricevuta formalmente il 13 aprile 2026- in cui chiedeva tre azioni concrete:

- riprendere l'elaborazione delle domande di cittadinanza per i cubani e i venezuelani.

- mantenere le misure di verifica della sicurezza senza paralizzare la naturalizzazione.

- riattivare le cerimonie di naturalizzazione a Miami.

En la sua risposta, USCIS è stato esplicito: «Il processo per cubani e venezuelani dovrebbe riprendere di conseguenza», ossia, il processamento per cubani e venezuelani deve essere ripreso di conseguenza. L'agenzia ha anche indicato che «sta prendendo misure immediate per revocare tutte le sospensioni di aggiudicazione finale che erano ancora in vigore».

Sulle cerimonie di naturalizzazione, USCIS ha chiarito che «non ha mai sospeso le cerimonie di naturalizzazione», e che queste continuano a svolgersi a livello nazionale, incluso nell'area di Miami.

In aggiunta, l'agenzia ha dichiarato che sta «esaminando opzioni per individui ai sensi della Legge di Regolamentazione Cubana», senza precisare quali.

La sentenza giudiziaria che lo ha reso possibile

La ripresa è una conseguenza diretta di una sentenza emessa il 5 giugno 2026 dal giudice federale John J. McConnell Jr., del Tribunale Distrettuale del Rhode Island, nel caso Dorcas International Institute of Rhode Island v. USCIS.

In una decisione di 135 pagine, il giudice McConnell ha dichiarato illegali e arbitrarie quattro politiche interne di USCIS che avevano congelato le pratiche migratorie per i cittadini di 39 paesi, tra cui Cuba e Venezuela.

Il magistrato è stato contundente: «Le azioni dell'USCIS sono contrarie alla legge e arbitrarie e capricciose».

L'amministrazione Trump ha tentato di ribaltare quella sentenza, ma il 16 luglio lo stesso giudice ha respinto la richiesta di emergenza per ricongelare le pratiche, in una sentenza di 28 pagine.

McConnell ha concluso che il governo «non ha dimostrato la probabilità di successo in appello né danno irreparabile» ed è stato diretto: «Come posso prendere sul serio una dichiarazione che presenta prove totalmente inapplicabili? Non esiste alcuna prova di danno irreparabile».

L'impatto sulla comunità cubana

La pausa che ora si solleva aveva avuto conseguenze devastanti.

Le approvazioni mensili per la residenza permanente dei cubani sono crollate del 99.8%: da 10.984 a febbraio 2025 a soli 15 a gennaio 2026, secondo dati di Factchequeado e dell'Istituto Cato.

In parallelo, le detenzioni di cubani da parte del Servizio di Controllo dell'Immigrazione e delle Dogane (ICE) sono aumentate del 463% tra ottobre 2024 e gennaio 2026.

Nella sua lettera originale al segretario Mullin, Salazar aveva avvertito che la pausa «ha impedito che decine di migliaia di cubani e venezuelani, molti dei quali conosco personalmente e sono ansiosi di partecipare a un nuovo sistema politico, diventino cittadini statunitensi».

La reazione di Salazar

La congresista ha celebrato la risposta di USCIS con un messaggio chiaro per la sua comunità:

«Questa è una buona notizia per tante famiglie del sud della Florida che hanno aspettato troppo a lungo. La nostra comunità è composta da persone che sono fuggite dalla tirannia in cerca di libertà. Hanno rispettato la legge, si sono guadagnate il loro posto in fila e meritano una decisione giusta e tempestiva.»

Tuttavia, la battaglia legale non è ancora conclusa.

L'amministrazione Trump mantiene il suo appello presso la Corte d'Appello del Primo Circuito e potrebbe chiedere a quel tribunale di sospendere l'ordinanza di McConnell.

Inoltre, la ripresa non implica approvazioni automatiche: USCIS dovrà valutare ogni pratica in base ai requisiti della legge sull'immigrazione, e la decisione non modifica le restrizioni del travel ban né le sospensioni del Dipartimento di Stato riguardanti i visti gestiti dall'estero.

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Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.

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