
Il cancelliere cubano Bruno Rodríguez Parrilla ha colto l'occasione di questa domenica —giorno della finale della Coppa del Mondo 2026 tra Argentina e Spagna— per pubblicare su Facebook una lunga dichiarazione in cui attribuisce all'embargo statunitense le difficoltà che hanno affrontato i cubani nel seguire il torneo, riconoscendo nel contempo l'esistenza di «interruzioni di corrente insopportabili» sull'isola.
«Il blocco energetico degli Stati Uniti contro Cuba non è riuscito a impedire il mondiale, anche se ci ha reso difficile vederlo e seguirlo», ha scritto il ministro degli Affari Esteri nel suo post su Facebook, spostando tutta la responsabilità su Washington ed evitando la crisi strutturale del sistema elettrico cubano.
La realtà che hanno vissuto i cubani durante il mese del torneo è stata un'altra: interruzioni di corrente tra le 20 e le 24 ore giornaliere a L'Avana e fino a 87 ore consecutive in province come Matanzas, con un deficit elettrico record di 2.341 megawatt registrato l'8 luglio.
Il Sistema Elettroenergetico Nazionale ha subito almeno cinque collassi totali solo nel 2026, tre dei quali durante il mondiale stesso —il 6, il 10 e il 14 luglio— secondo dati tecnici documentati.
Mientras Rodríguez parlava di «straordinari traguardi sportivi» che i cubani «celebrano e si godono», la televisione statale Tele Rebelde trasmise appena 10 minuti della cerimonia di apertura del torneo prima di passare al ciclismo e alla pallavolo, e i cubani che poterono vedere le partite lo fecero radunandosi all'ingresso del Cine Yara a L'Avana, data l'impossibilità di farlo nelle proprie case.
La piattaforma statale Picta, presentata come alternativa per la trasmissione, era inaccessibile per la maggior parte della popolazione a causa della mancanza di elettricità e della bassa connettività.
Gli esperti segnalano che la causa principale dei black-out è l'obsolescenza strutturale dell'infrastruttura elettrica: la centrale termoelettrica Antonio Guiteras, ad esempio, ha accumulato 17 disconnessioni nel 2026 senza aver ricevuto manutenzione capitali dal 2010, decenni prima delle sanzioni più recenti.
Nella sua pubblicazione, il cancelliere ha colto l'occasione per criticare diverse polemiche reali del torneo. Ha denunciato il rifiuto dei visti e i «controlli umilianti» a giocatori, arbitri e tifosi, facendo riferimento a casi come quello dell'arbitro somalo Omar Abdulkadir Artan, arrestato per 11 ore a Miami e deportato nonostante avesse un visto valido e un passaporto diplomatico.
Rodríguez ha anche sottolineato la pressione della Casa Bianca sulla FIFA per annullare l'espulsione dell'attaccante statunitense Folarin Balogun, qualificandola come «brutale interferenza». Il Parlamento Europeo ha aperto un'indagine su se il presidente della FIFA, Gianni Infantino, sia stato sottoposto a pressioni politiche da parte della Casa Bianca in quel caso.
Il ministro ha anche criticato i prezzi dei biglietti, che hanno raggiunto fino a 30.000 dollari nel mercato secondario per la finale, definendolo un «aumento osceno» a beneficio delle élite.
Rodríguez ha chiuso il suo post con una citazione del compianto astro argentino: «Come disse Maradona, la palla non si macchia!».
Non è la prima volta che il cancelliere ricorre a questo argomento davanti ai forum internazionali: a luglio del 2026 ha presentato all'ONU una galleria di foto di blackout all'Avana —inclusi i chiroriferi al buio— per incolpare l'embargo statunitense della crisi energetica, in quello che è diventato un approccio sistematico del regime per deviare l'attenzione dalle proprie responsabilità.
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