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L'ambasciatore degli Stati Uniti a Panama, Kevin Marino Cabrera, ha avuto lunedì un incontro con Samuel Parker, sottosegretario aggiunto per il finanziamento delle minacce e sanzioni del Dipartimento di Stato, per rafforzare il coordinamento con le autorità panamensi e avvertire sui rischi di facilitare operazioni finanziarie collegate al regime cubano.
Dopo l'incontro, Cabrera ha inviato un messaggio rivolto a banche e imprese della regione. «Le banche e le aziende straniere devono essere consapevoli dei rischi che comporta facilitare l'evasione delle sanzioni», ha scritto il diplomatico sul suo profilo nella rete sociale X.
Cabrera ha aggiunto che, sotto la guida del presidente Donald Trump, «la sicurezza economica è sicurezza nazionale» e ha spiegato che le nuove sanzioni mirano a «interrompere i flussi illeciti di denaro che contribuiscono a finanziare la repressione del regime».
La visita di Parker fa parte della strategia con cui Washington ha incrementato la pressione sul governo cubano nel 2026, combinando nuove sanzioni economiche con interventi diplomatici rivolti a paesi considerati strategici per il sistema finanziario regionale.
Panamá, un punto chiave nella strategia di Washington
La riunione acquista una particolare rilevanza perché Panamá è stata storicamente una giurisdizione utilizzata da aziende legate all'apparato economico e militare cubano per sviluppare operazioni internazionali.
Tra i casi più noti figurano FINCIMEX (Financiera Cimex S.A.), stabilita a Panama dal 1984, e Kave Coffee S.A., operatrice del marchio Cubita, entrambe incluse dall'Ufficio di Controllo dei Beni Esteri (OFAC) del Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti nella loro lista di entità sanzionate nel novembre 2020.
L'amministrazione Trump considera che impedire l'uso di paesi terzi per eludere le sanzioni sia un elemento fondamentale della sua politica verso Cuba.
Sanzioni di portata internazionale
Il principale strumento di questa strategia è l'Ordine Esecutivo 14404, firmato da Trump il 1 maggio 2026, che ha ampliato le restrizioni contro le entità controllate dal conglomerato militare GAESA e ha introdotto la possibilità di applicare sanzioni secondarie.
Sotto tale meccanismo, banche, aziende o persone straniere che effettuano determinate transazioni con entità bloccate possono essere soggette a restrizioni da parte degli Stati Uniti, incluso l'accesso al sistema finanziario statunitense.
Il termine fissato da Washington affinché le compagnie straniere cessino le operazioni con GAESA è scaduto il 5 giugno, dopo di che l'amministrazione statunitense ha intensificato i suoi contatti con governi e partner internazionali per avvertire sulle conseguenze di mantenere relazioni commerciali con entità sanzionate.
In questo contesto, il 23 giugno, il segretario di Stato Marco Rubio ha ribadito che «chiunque fornisca servizi a questi attori sanzionati rischia di essere sanzionato a sua volta», dopo aver annunciato nuove misure contro la Banca Finanziaria Internazionale (BFI) e RAFIN S.A.
Negli ultimi mesi, diverse aziende straniere hanno annunciato cambiamenti nelle loro operazioni legate a Cuba, mentre altre stanno rivedendo i loro legami commerciali con entità incluse nell'elenco delle sanzioni statunitensi.
La riunione tenutasi lunedì a Città di Panama rappresenta un nuovo passo nella strategia diplomatica di Washington per rafforzare l'applicazione di queste misure da uno dei principali centri finanziari e logistici dell'America Latina.
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