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In occasione del quinto anniversario delle proteste dell'11 luglio 2021, il Movimento Cubano di Militari Obiettori di Coscienza (MOC) ha lanciato un appello diretto ai generali e ai colonnelli delle Forze Armate Rivoluzionarie e del MININT affinché estromettano la famiglia Castro dal potere.
Secondo il comunicato pubblicato dal movimento, guidato dal Generale di Brigata in pensione Rafael del Pino —l'ufficiale con il rango più alto che abbia rotto con il regime cubano—, il messaggio è stato chiaro: «Sparate via quella famiglia dal trono a cui cercano di inchiodare i loro discendenti».
Il MOC ha interpellato i militari in servizio attivo su se, in questo quinto anniversario dell'11J, difenderebbero quella che hanno definito «Prima Monarchia dell'America Latina», esortandoli a compiere un passo decisivo.
«Se ciò che fino ad ora li ha paralizzati nell'assumere il ruolo che spetta loro è la possibilità di un intervento internazionale, allora adempiate al vostro dovere e assumete direttamente il potere insieme al popolo, che è l'unico e legittimo sovrano», si legge nel testo.
Il comunicato, pubblicato sul portale Cuba Siglo 21, ha anche qualificato Cuba non come un paese socialista sotto un partito comunista, ma come «uno stato mafioso controllato da un'oligarchia cleptocratica che ruba le risorse al popolo e si avvale di voi come di un esercito mercenario privato».
Uno dei fattori scatenanti del messaggio è stata l'intervista che Raúl Guillermo Rodríguez Castro, conosciuto come «El Cangrejo» e nipote di Raúl Castro, ha rilasciato a USA Today il 7 luglio 2026, nella quale si è proposto come possibile negoziatore con Donald Trump e si è posizionato come figura politica emergente nonostante affermasse che «non gli è mai interessata la politica».
Il MOC non ha lasciato senza risposta quelle dichiarazioni: «Le pretese e le attitudini del frivolo e ignorante 'Cangrejo', elevato al di sopra delle istituzioni a statista grazie alla sua appartenenza alla famiglia reale, sarebbero ridicole se non fossero così irritanti nelle attuali circostanze».
Il primo ministro Manuel Marrero Cruz ha confermato sabato che il team negoziale guidato da «El Cangrejo» agisce con il sostegno diretto di Raúl Castro e Miguel Díaz-Canel, il che per il MOC conferma che il potere reale a Cuba risiede nella famiglia e non nelle istituzioni.
Il richiamo avviene in un momento di crisi estrema: black-out di fino a 25 ore giornaliere, il dollaro informale a 670 pesos cubani, più di 1.281 prigionieri politici —338 di essi legati direttamente all'11J— e un record storico di 107 proteste di strada registrate solo a giugno 2026.
Il medesimo domenica, il Segretario di Stato Marco Rubio ha richiesto la liberazione immediata dei prigionieri politici cubani e ha esortato il regime a «reformare realmente prima che sia troppo tardi», definendo le 176 misure economiche approvate da La Havana a giugno come gesti superficiali che non affrontano il monopolio politico del Partito Comunista.
Non è la prima volta che il MOC lancia questo tipo di appello: a gennaio 2026 aveva già esortato le forze armate a schierarsi dalla parte del popolo, e nell’ottobre 2022 ha fatto un appello simile al MININT e alle FAR. Quello di quest'anniversario è, tuttavia, il più esplicito: chiede direttamente che i militari assumano il potere.
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