Forte cacerolazo a Guanabacoa nel anniversario dell'11J

I vicini del Reparto Nalón, Guanabacoa, hanno partecipato a un cacerolazo questo sabato dopo oltre 33 ore di black-out, nel quinto anniversario dell'11J.



Le manifestazioni di malcontento sociale persistono da diverse settimane (immagine generata con IA)Foto © CiberCuba/Gemini

Vecini del Reparto Nalón, a Guanabacoa, hanno dato vita sabato a un forte cacerolazo dopo aver accumulato più di 33 ore consecutive senza elettricità, secondo un rapporto del giornalista indipendente Magdiel Jorge Castro diffuso su Instagram.

La protesta coincide con il quinto anniversario dell'11 luglio 2021, la più grande esplosione sociale a Cuba dal 1959, quando migliaia di cubani sono scesi in strada in oltre 40 città chiedendo libertà, cibo e la fine dei blackout.

Il cacerolazo si verifica in mezzo a una crisi energetica senza precedenti. Il 10 luglio, alle 16:30, il Sistema Elettrico Nazionale (SEN) ha subito il suo quarto collasso totale dell'anno, l'ottavo in 24 mesi, e il collasso del microsistema occidentale ha complicato il ripristino del servizio durante la notte dell'anniversario.

Guanabacoa accumula settimane di tensione crescente. L'8 luglio, i residenti degli albergue e degli edifici ad uso militare a La Hata, all'interno dello stesso comune, hanno partecipato a un cacerolazo durante un blackout di 24 ore urlando «Libertà!» e «Abbasso la dittatura!».

Esa stessa giornata dell'8 luglio, i residenti di Cayo Hueso, nel Centro Habana, sono scesi in strada con il motto «Vogliamo libertà, non corrente!», anche dopo che l'elettricità è stata ripristinata nella zona. Ad Alamar, altri residenti hanno bruciato rifiuti per bloccare le strade gridando «Abbasso la dittatura!».

Le proteste sono passate da richieste di servizi di base a richieste dirette di cambiamento politico. Solo a giugno del 2026 si sono registrate 107 proteste di strada a Cuba, un record storico assoluto, quasi il doppio del precedente record di 54 a marzo, con 82 di esse concentrate a L'Avana.

I blackout nella capitale hanno raggiunto picchi di 35 ore al giorno a luglio; a Matanzas i tagli sono arrivati a 87 ore consecutive e a Granma a 72. Di fronte all'entità della crisi, Díaz-Canel ha chiesto pubblicamente di «organizzare meglio i blackout», dichiarazione che ha suscitato un'indignazione generale, mentre il primo ministro Marrero ha attribuito il collasso all'embargo statunitense.

Cinque anni dopo l'11J del 2021, 1.281 prigionieri politici rimangono incarcerati a Cuba, 338 di loro direttamente per aver partecipato a quelle proteste. L'indulto decretato nell'aprile del 2026 li ha esclusi esplicitamente, secondo una testimonianza raccolta questo sabato di uno dei manifestanti dell'11J: «Sono uscito per chiedere libertà e mi ha cambiato tutta la vita».

Archiviato in:

Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.