Luis Alberto García dopo 3 giorni senza corrente: «Si rovinano i cibi e noi»

L'attore cubano Luis Alberto García denuncia su Facebook tre giorni senza elettricità: «Si stanno rovinando i cibi e noi», nell'anniversario dell'11J.



Luis Alberto GarcíaFoto © Social media

Video correlati:

L'attore cubano Luis Alberto García Novoa ha pubblicato questo sabato su Facebook una denuncia incisiva dopo aver accumulato tre giorni e tre notti consecutivi senza elettricità nella sua abitazione: «I cibi marciscono e noi anche. Non vi vergognate di farci vivere questo inferno?»

Il messaggio, rivolto direttamente alle autorità del regime, si conclude con un avvertimento che trascende il lamento quotidiano: «Le mie figlie non lo dimenticheranno. Da sole e perché io e loro madre ci assicureremo che non dimentichino. Che non lo dimentichino».

La pubblicazione arriva un giorno dopo che il Sistema Elettroenergetico Nazionale è collassato per la quarta volta nel 2026, giovedì alle 16:30, a causa di un guasto nella linea da 220 kV tra Santa Clara e Sancti Spíritus.

Appena quattro giorni prima, il 6 luglio, Cuba aveva subito il suo terzo blackout totale dell'anno — il settimo in 18 mesi — lasciando 9,6 milioni di persone senza elettricità con un deficit di 2.230 MW.

Il 8 luglio è stato registrato il più grande deficit energetico storico del paese: 2.341 MW, che ha colpito simultaneamente il 73% della popolazione.

La ripresa è stata lenta e disuguale: a L'Avana le interruzioni dell'energia elettrica mediamente variano tra le 15 e le 22 ore al giorno, mentre a Matanzas alcune zone hanno accumulato 87 ore consecutive senza luce.

Questo sabato coincide inoltre con il quinto anniversario del sollevamento popolare dell'11 luglio 2021, il che aggiunge un particolare peso simbolico alla denuncia dell'attore.

García è da mesi una delle voci artistiche più incisive contro la crisi energetica. Il 5 luglio ha denunciato 34 ore consecutive senza luce né acqua, con le sue figlie che dormivano per terra esposte ai mosquitos.

Il 8 luglio ha ironicamente chiamato «babies di lassù» le autorità accusandole di cercare unicamente di «ancorarsi al potere e ai propri privilegi».

Il 24 giugno aveva già avvertito: «Non mi callerò. Sappiatelo», dopo 48 ore senza luce né acqua a causa di un guasto al trasformatore del suo quartiere.

Il 16 giugno è stato ancora più diretto nel richiamare i dirigenti: «Voglio vederli soffrire la fame», esigendo che subissero le stesse difficoltà del popolo.

Di fronte all'escalation della crisi, Díaz-Canel ha chiesto di «organizzare meglio i blackout» senza annunciare misure concrete, mentre il primo ministro Manuel Marrero ha attribuito il nuovo collasso all'embargo statunitense, secondo quanto riportato dal media ufficiale Cubadebate.

Le cause della crisi sono strutturali: centrali termoelettriche con un'età compresa tra 40 e 60 anni senza adeguata manutenzione, scarsità cronica di combustibile e assenza di investimenti. La centrale termoelettrica Guiteras, una delle principali del paese, ha accumulato 16 guasti nel corso del 2026.

Il post di García, pubblicato proprio nell'anniversario dell'11J, trasforma la denuncia personale in un atto di memoria collettiva: «Le mie figlie non lo dimenticheranno».

Archiviato in:

Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.

Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.