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La propagandista spagnola Ana Hurtado, moglie di Senén Casas, figlio del defunto generale Senén Casas Regueiro, che era il braccio destro di Raúl Castro, ha pubblicato questo venerdì su Facebook una proposta di manifestazione con pentole e calderoni davanti all'ambasciata degli Stati Uniti a Cuba, che ha definito «l'ambasciata dell'odio a L'Avana».
La pubblicazione, resa nota mentre Cuba sta attraversando la peggiore crisi energetica della sua storia recente, riproduce quasi punto per punto la retorica del presidente Miguel Díaz-Canel, il quale nel giugno del 2026 — dopo le proteste del 19 giugno — ha esortato i cubani a dirigere i loro cacerolazos contro Washington con la frase «suonate le pentole ai vicini del nord».
Hurtado riconosce nel suo testo la sofferenza della popolazione, ma reindirizza la responsabilità verso gli Stati Uniti.
«Ma è anche normale il sollievo che proviamo nel liberare tutto ciò che pensiamo, dopo ore e ore senza luce e acqua, a volte giorni. Motivo per cui credo in una concentrazione —che propongo ancora una volta—, con pentole e calderoni, come piace a loro, di fronte all'ambasciata dell'odio a L'Avana», scrisse.
La proposta arriva in un momento in cui i cubani usano proprio le pentole per protestare contro il regime stesso.
In giugno del 2026 si sono registrate 107 proteste di strada a Cuba —un record storico—, 82 delle quali all'Avana, con slogan come «Libertà!», «Corrente e cibo» e «Giù la dittatura». Gli attivisti hanno convocato cacerolazos quotidiani di massa alle 17:00 e alle 21:00 fino all'11 luglio.
Il contesto energetico che Hurtado menziona di sfuggita è devastante: Cuba ha stabilito l'8 luglio un nuovo record di deficit elettrico, con 2.341 MW senza generazione, superando il record precedente di 2.208 MW del 25 giugno.
Matanzas ha accumulato interruzioni di corrente fino a 87 ore consecutive; Granma e Santiago, oltre 48 ore; L'Avana, tra 15 e 22 ore al giorno.
Lungi dal mettere in discussione il regime, Hurtado conclude la sua pubblicazione con una dichiarazione di piena fiducia nel governo: «Ho piena fiducia in coloro che sanno cosa fanno. Ma bisogna spiegare alla gente ciò che viene fatto».
Il profilo di Hurtado aggiunge una dimensione di significato alla sua proposta. È arrivata a Cuba nell'ottobre del 2022 sotto un presunto asilo politico per sfuggire alla giustizia spagnola, che la ha condannata a pagare 10.000 euro al medico cubano Lucio Enríquez Nodarse, che aveva definito «trafficante» e «terrorista».
In aprile 2024 contrasse matrimonio in segreto con il tenente colonnello Senén Casas, figlio del generale Senén Casas Regueiro, capo dello Stato Maggiore delle Forze Armate Rivoluzionarie e figura di fiducia di Raúl Castro.
Desde il suo arrivo sull'Isola, Hurtado pubblica articoli in media ufficialisti come Cubadebate e Telesur, ha qualificato attivisti e giornalisti indipendenti cubani come «delinquenti» e «mercenari», e in aprile 2026 ha negato pubblicamente che Cuba sia una dittatura, attribuendo tale etichetta alla «visione dominante» di Europa e Stati Uniti.
Questo venerdì, mentre Hurtado proponeva la sua manifestazione con pentole di fronte all'ambasciata statunitense, Díaz-Canel chiedeva di «organizzare meglio» i blackout in piena crisi, senza offrire soluzioni concrete ai milioni di cubani che da settimane sono senza elettricità né acqua.
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