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L'umorista cubano Ulises Toirac ha pubblicato martedì un'analisi su Facebook riguardo la figura di Raúl Guillermo Rodríguez Castro, conosciuto come «El Cangrejo», che riassume in un'unica frase la dinamica reale del potere a Cuba: il cognome Castro vale più di qualsiasi carica formale.
Il testo di Toirac arriva giorni dopo che El Cangrejo ha rilasciato la sua prima intervista a un media statunitense, USA Today, dall'ufficio che fu di suo nonno nel Centro de Convenciones dell'Avana, dove ha dichiarato di essere disposto a negoziare direttamente con Donald Trump il futuro di Cuba.
«Se c'è qualcosa che Raúl Guillermo Rodríguez Castro non è, è matto. Le sue dichiarazioni e proiezioni hanno una solida base che lui percepisce con chiarezza e derivano dalla sua esperienza di vita», ha scritto Toirac nel suo pubblicazione su Facebook.
Il comico snocciola i pilastri di quel potere reale: a 42 anni, El Cangrejo è il nipote prediletto di Raúl Castro ed è stato il suo capo scorta per anni, il che gli ha conferito un accesso alla cima ancora maggiore rispetto a quello dello stesso ex presidente, al quale doveva evitare dispiaceri.
A questo si aggiunge il peso di suo padre, il defunto generale Luis Alberto Rodríguez López-Calleja, che ha diretto GAESA, il conglomerato militare-imprenditoriale che controlla tra il 50% e l'80% delle entrate aziendali a Cuba.
Per Toirac, questo doppio legame —familiare ed economico-militare— fa di El Cangrejo l'attore di maggior peso specifico nella Cuba attuale, al di sopra di qualsiasi titolo ufficiale.
Il umorista sottolinea una differenza rivelatrice tra El Cangrejo e Miguel Díaz-Canel: il presidente formale da oltre un mese concede due interviste settimanali a media internazionali senza generare l'impatto di una sola apparizione di Rodríguez Castro.
Toirac lo attribuisce a ciò che chiama il «maniglione sentimentale»: «Uno è assolutamente familiare. L'altro non ha il medaglione».
Quella gerarchia informale ha espressioni concrete. Secondo quanto riportato dal portale di notizie, El Cangrejo si riferisce al presidente cubano come «Miguelito», un diminutivo che riflette con precisione la distanza reale tra i due all'interno del sistema.
Questo giovedì, il funzionario del Dipartimento Ideologico del PCC Elier Ramírez Cañedo ha confermato ufficialmente che El Cangrejo agisce come «interlocutore da parte cubana, per decisione della massima dirigenza del paese», definendo le critiche come «manipolazioni e menzogne».
Le reazioni all'interno di Cuba sono state altrettanto significative. Il cantautore Israel Rojas ha chiesto scusa pubblicamente per essere stato «ingenuo» non credendo alle denunce sui privilegi dell'élite, mentre la conduttrice Laritza Camacho ha ironizzato: «Certo che può negoziare, se ha pedigree, denaro e occhi azzurri».
Toirac conclude la sua analisi con una frase che riassume la logica del potere tardocastrista: «Il fatto che non occupi alcun incarico non ha nulla a che fare. Un suo colpo su un tavolo fa cadere più bicchieri di qualsiasi altro».
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