Il poeta popolare cubano José Martínez, residente a Miami, ha pubblicato il 3 luglio una nuova poesia intitolata «Veneno de cangrejo», rivolta direttamente a Raúl Guillermo Rodríguez Castro, conosciuto come «El Cangrejo» e nipote di Raúl Castro, in risposta alle sue recenti apparizioni pubbliche come presunto negoziatore tra L'Avana e Washington.
Il fattore scatenante immediato è stata la seconda intervista che Raúl Guillermo ha concesso al quotidiano USA Today il 6 luglio, dove si è offerto di negoziare direttamente con Donald Trump e ha posto la liberazione dei prigionieri politici a «condizioni adeguate».
Martínez non tardò a rispondere con versi che colpiscono il cuore dell'indignazione della comunità cubana: «Come possono cercare di farti ingoiare un granchio? Sarà il popolo così stupido da accettare questa umiliazione?»
Il poema denuncia che Raúl Guillermo agisce senza alcun incarico ufficiale né legittimità democratica, ma pretende di ergersi a figura di potere: «Senza alcuna istituzione, senza ricoprire alcun ruolo, ecco che viene a darti l’amaro veleno della verità».
Tra le verità che Martínez enumera nelle sue décimas figura l'uso strumentale dei prigionieri politici: «Che non ci fu mai dignità, che ci sono prigionieri innocenti, che useranno quei valorosi per imporre condizioni».
La pièce punta anche direttamente all'arricchimento della cupola del regime: «Hanno usato i milioni di dollari per i loro lussi, siamo di fronte a un povero che sogna di essere presidente».
Il poema si chiude con un avvertimento che collega il presente alla storia della dittatura: «Perché un potere sfacciato si è già visto in passato mentre massacra la gente».
La irruzione pubblica di «El Cangrejo» è iniziata il 19 giugno, quando ha rilasciato la sua prima intervista al medio The National, difendendo il pacchetto di 176 riforme economiche approvato dal Partito Comunista.
In appena tre settimane, il colonnello del Ministero dell'Interno — capo della sicurezza personale di suo nonno dal 2016 — è passato da essere una figura opaca a diventare il volto visibile delle trattative Cuba-Stati Uniti, senza che alcun incarico ufficiale lo supporti.
L'organizzazione Prisoners Defenders conta più di 1.200 prigionieri politici a Cuba, un dato che rende particolarmente grave la dichiarazione di Raúl Guillermo secondo cui Cuba potrebbe liberarli «sotto le condizioni adeguate».
«Veneno di granchio» è la risposta più recente di Martínez all'interno di una saga di satire politiche che pubblica nel corso del 2026.
Il 22 giugno, la sua poesia «La vaselina» —anche rivolta a «El Cangrejo»— ha superato i 13.700 like e 1.400 condivisioni su Facebook, stabilendo il quadro critico che «Veneno de cangrejo» approfondisce.
Il nuovo reel accumula 22.740 visualizzazioni, 1.202 mi piace e 61 commenti su Facebook dalla sua pubblicazione, il che riflette l'eco che queste opere hanno tra i cubani dentro e fuori dall'isola.
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