Triste fine di Panchito: è morto il pappagallo che è sopravvissuto nove giorni intrappolato tra le macerie in Venezuela

Panchito, il pappagallo salvato vivo dopo nove giorni sotto le macerie a La Guaira, è morto due giorni dopo a causa di grave disidratazione e danni accumulati.



Riscatto di loro in Venezuela (Immagini migliorate con IA)Foto © Instagram/Bomberos del Estado Miranda

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Panchito, il pappagallo che è diventato simbolo di speranza dopo i terremoti del 24 giugno in Venezuela, è morto due giorni dopo essere stato salvato vivo dalle macerie di un edificio crollato a La Guaira, senza riuscire a superare il deterioramento fisico accumulato durante nove giorni di cattività forzata.

Il uccello era stato trovato venerdì 3 luglio da membri del Cuerpo de Bomberos del Estado Bolivariano de Miranda, che avevano organizzato una commissione esclusiva per salvarlo dall'appartamento numero otto della struttura identificata come OPP033, mentre un altro gruppo continuava le operazioni di estrazione delle persone.

Panchito è stato trovato accanto al corpo senza vita del suo padrone, essendo l'unico sopravvissuto di quell'appartamento.

Il video dell'operazione ha fatto il giro del mondo: nelle immagini si vede i pompieri estrarre il pappagallo dalle macerie, offrirgli acqua e parlargli con emozione.

«Mio bambino, sei sopravvissuto! Sei vivo, Panchito», si sente dire da uno dei soccorritori nel momento in cui l'uccello beve con disperazione.

«Per noi ogni vita conta. Continuiamo a lavorare, senza fermarci», hanno scritto i Vigili del Fuoco di Miranda mentre condividevano le immagini su Instagram, dove il post ha accumulato oltre 328.000 reazioni e quasi 9.000 commenti.

Dopo il salvataggio, Panchito è stato trasferito in cura veterinaria, ma la sua condizione era critico.

Secondo i rapporti, l'uccello ha sperimentato un momentaneo miglioramento prima di morire domenica 5 luglio per disidratazione severa e i danni accumulati durante il suo lungo confinamento sotto le macerie.

La storia del pappagallo si è svolta nel contesto del disastro sismico più devastante in Venezuela dal 1900: due terremoti di magnitudo 7.2 e 7.5 hanno scosso il nord del paese a soli 39 secondi di distanza, con epicentro vicino a Morón, nello stato di Yaracuy.

La Guaira è stata la zona più colpita, con oltre 250 edifici crollati, tra cui l'ospedale José María Vargas e l'aeroporto internazionale di Maiquetía.

Il bilancio ufficiale della tragedia è salito martedì a 3.535 morti e 16.740 feriti, mentre l'ONU stimava fino a 50.000 dispersi, cifra che il governo venezuelano non ha confermato ufficialmente.

Il caso di Panchito non è stato l'unico salvataggio di animali che ha generato momenti di sollievo in mezzo alla tragedia.

Un cane di nome Buddy è stato salvato vivo dopo otto giorni sotto le macerie a Caraballeda, un Yorkshire Terrier è sopravvissuto dieci giorni intrappolato a La Guaira, e questo martedì è stato segnalato il salvataggio di Milo, un cane che ha resistito 12 giorni sotto i resti di un edificio.

Nelle operazioni di ricerca hanno partecipato oltre 3.300 specialisti stranieri provenienti da 45 delegazioni e 140 cani da ricerca addestrati, provenienti da paesi come Stati Uniti, Spagna, Costa Rica, Giordania e Cuba, tra gli altri.

I team statunitensi hanno concluso le loro operazioni lunedì, dopo quasi due settimane di lavoro.

La morte di Panchito ha chiuso con tristezza una storia che aveva dato un attimo di speranza a milioni di persone in tutto il mondo, in mezzo a una catastrofe che la NASA ha quantificato in oltre 58.870 edifici danneggiati e 1,2 milioni di tonnellate di macerie solo a La Guaira.

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