La governatrice di Granma esige a mipymes e lavoratori autonomi di risolvere ciò che lo Stato trascura da decenni

La governatrice di Granma ha esortato le mipymes e i lavoratori autonomi di Manzanillo ad assumersi la responsabilità per problemi che lo Stato non può risolvere, incluso il pagamento agli pensionati. Il governo provinciale ha ammesso a giugno di non avere fondi per pagare i suoi 111.000 pensionati e ha trasferito questo onere al settore privato. I cubani hanno risposto con scetticismo di fronte a un'autorità che chiede ai privati di finanziare funzioni basilari dello Stato mentre li sottopone a controlli sempre più stringenti.



La Governatrice di Granma incontra i lavoratori autonomi e i proprietari di mipymesFoto © FB/CNC TV Granma

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La governatrice di Granma, Yanetsy Terry Gutiérrez, ha convocato ieri un incontro con i rappresentanti delle mipymes e dei lavoratori autonomi a Manzanillo per chiedere loro maggiore responsabilità di fronte ai problemi del comune, secondo quanto riportato dal media statale CNC TV Granma, con informazioni del giornalista Baldo Alexis Blanco.

Il richiamo della funzionaria al settore non statale avviene in un contesto che il governo provinciale stesso ha riconosciuto come critico: a giugno del 2026, le autorità di Granma hanno ammesso che non dispongono dei più di 400 milioni di pesos necessari per pagare i loro 111.000 pensionati.

Captura di FB/CNC TV Granma

Durante la riunione, Terry Gutiérrez ha affrontato la circolazione del denaro contante, l'importanza dei depositi bancari e l'urgenza di garantire il pagamento puntuale a pensionati e lavoratori. La dirigente ha inquadrato la discussione con una frase che il mezzo ufficiale ha riprodotto come slogan: «Risolvere problemi e potenziare lo sviluppo».

La governatrice ha anche esortato il settore privato ad assumersi una responsabilità che va oltre i propri affari, facendo appello all'empatia sociale con l'espressione «mettersi nei panni degli altri». Ha riconosciuto l'impegno di coloro che già partecipano a iniziative di supporto comunitario, come il pagamento diretto delle pensioni in contante, e ha assicurato che «Manzanillo ha le condizioni per diventare un punto di riferimento nella provincia».

Lo que la funzionaria ha presentato come «articolazione» tra settori è, nella pratica, un trasferimento di obblighi statali al settore privato. Di fronte alla crisi di liquidità che mette in crisi il pagamento di salari e pensioni, il regime ha fatto ricorso a piani pilota in cui mipymes e negozi privati pagano direttamente le pensioni agli pensionati con il denaro raccolto dai propri servizi. A Holguín, circa 20 attività private partecipano a questo schema, beneficiando circa 5.000 pensionati.

La pressione sul settore privato non si limita ai discorsi. Sono stati documentati casi in cui ispettori delle finanze, con supporto della polizia, costringono le mipymes a depositare i loro contanti in banca per finanziare il pagamento delle pensioni. A Camagüey sono stati segnalati prelievi forzati di contante ai lavoratori autonomi in quello che alcuni hanno definito un «corralito bancario». Inoltre, a partire da aprile 2026, la Risoluzione 86 del Ministero delle Finanze obbliga le mipymes, i lavoratori autonomi e le cooperative a segnalare operazioni sospette di riciclaggio di denaro e finanziamento al terrorismo.

Il settore privato cubano contribuisce al 23% delle entrate fiscali dello Stato attraverso le tasse, copre oltre la metà del commercio al dettaglio e genera quasi un terzo dell'occupazione, secondo dati sul settore privato in mezzo alla crisi. È, di fatto, l'unico sostegno di un'economia che lo Stato non è riuscito a mantenere in funzione per oltre sei decenni di dittatura.

Il governo cubano ha presentato a giugno del 2026 un pacchetto di 176 misure che eliminano limiti chiave per le mipime, come il tetto di 100 lavoratori e la restrizione di possedere una sola azienda. Tuttavia, queste concessioni coesistono con controlli sempre più crescenti e con l'aspettativa che il settore privato finanzi funzioni che lo Stato non può soddisfare.

Cubani che hanno seguito la notizia sui social media hanno reagito con scetticismo e ironia. Molti hanno sottolineato che la governatrice chiede ai privati di risolvere ciò che lo Stato non è mai riuscito a garantire, mentre li sottopone a ispezioni, obblighi bancari e nuove regolamentazioni. Altri hanno ricordato che la pensione minima a Cuba è di appena 4.000 pesos da settembre 2025, una cifra che l'inflazione ha reso insignificante, e che incassare la pensione è diventato un calvario per gli anziani che devono fare code interminabili davanti alle banche.

Il mezzo ufficialista ha concluso la sua pubblicazione con una frase che riassume la logica del regime di fronte al proprio fallimento: «Lo sviluppo con giustizia sociale richiede una responsabilità condivisa».

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Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.

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