Interceptano il trasporto di una grande quantità di quintali di foglie di tabacco a Pinar del Río: cosa si sa?

Un profilo ufficiale ha denunciato il furto di tabacco a Pinar del Río.



Parte del tabacco sequestratoFoto © Collage Facebook/De Canallas y sus Canalladas

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Un profilo ufficiale di Facebook ha riportato nei giorni scorsi il furto e il trasferimento illecito di quintali di tabacco secco da Pinar del Río a L'Avana, in un caso descritto con sorprendente imprecisione che ha scatenato un dibattito su chi sia il vero responsabile del saccheggio del campo cubano.

La pubblicazione, diffusa dalla pagina Facebook «De Canallas y sus Canalladas», segnala che «diversi delinquenti senza scrupoli hanno tentato di portare a L'Avana quintali di tabacco già secco, rubato a produttori che lavorano con impegno e dedizione».

La nota concisa ha aggiunto che sono stati «sorpresi in flagranza e affrontati dalla PNR».

Una denuncia piena di vuoti

Lo primo che colpisce del comunicato ufficiale è ciò che non dice: non precisa quanti quintali sono stati sequestrati, quante persone sono state arrestate, in quale municipio esatto sono avvenuti i fatti né in quale data è stata effettuata l'operazione.

Non vengono menzionate né accuse formali né date di processo per i presunti responsabili.

Il testo si limita a elogiare l'operato della polizia: «Riconoscimento agli ufficiali che hanno agito con fermezza e professionalità per proteggere il patrimonio di coloro che vivono del proprio lavoro».

Y si conclude con un invito alla collaborazione cittadina: «Non tacere, denuncia e aiuta a fermare coloro che intendono arricchirsi a spese del sacrificio altrui.».

Fonte: Cattura di Facebook/De Canallas y Canalladas

Questa vaghezza contrasta con un caso precedente riportato dallo stesso profilo in cui si specificava che sette autori erano stati catturati e tre ricettatori identificati, dati che in questa occasione brillano per la loro assenza.

La reazione dei cittadini: Tra sostegno e indignazione

I commenti al post ufficiale hanno rivelato una profonda polarizzazione.

Un settore ha sostenuto l'azione della polizia, ha fatto i complimenti alle forze dell'ordine e ha richiesto sanzioni severe, con appelli espliciti affinché non ci sia impunità e per applicare tutto il peso della legge contro i coinvolti.

«Duro con questi ladri», ha scritto un utente, mentre un altro insisteva su «zero impunità per le illegalità».

Tuttavia, una corrente più ampia ha messo in dubbio il racconto ufficiale e ha spostato l'attenzione verso lo Stato.

«Fino a quando lo Stato continuerà a non pagare i contadini dopo anni di lavoro?», chiese un commentatore.

Otro fue más directo: «Qui l'unico ladro è lo Stato, che paga prezzi vergognosi e quando vuole».

Diversi utenti denunciano che gli agricoltori affrontano ritardi prolungati nei pagamenti e ostacoli per accedere ai loro soldi.

«Li pagano, ma poi non possono prelevare i soldi dalla banca», ha sottolineato uno.

Si ripetono anche le critiche al monopolio statale: «Quello che serve è che gli agricoltori possano vendere i loro prodotti dove desiderano», ha commentato un altro partecipante.

In questa linea, alcuni commenti suggeriscono che non tutti i coinvolti in questi fatti sono delinquenti nel senso tradizionale.

«Molte volte quelli che vengono definiti ladri sono proprio i contadini che cercano di ottenere un prezzo migliore», ha osservato un utente.

Otro añadió: «Se il stesso contadino trasporta il suo raccolto, il risultato è lo stesso: sequestro e sanzione».

Nel complesso, il dibattito evidenzia un sottotesto di sfiducia verso le istituzioni e un crescente malcontento per le condizioni economiche del settore agricolo.

Mentre alcuni chiedono una mano dura contro il crimine, altri fanno riferimento a cause strutturali come i salari bassi, il controllo statale e la mancanza di libertà economica, in una discussione che trascende questo caso specifico e riflette la crisi più ampia del settore cubano.

Pinar del Río, e in particolare la regione di Vuelta Abajo - comuni di San Juan e Martínez e San Luis - produce tra il 70% e l'80% del tabacco nazionale cubano ed è la principale fonte dei sigari Habano destinati all'esportazione.

Nella campagna 2025-2026, il prezzo ufficiale per quintale di tabacco principale si aggira intorno ai 9.448 pesos cubani.

Nel mercato informale, i prodotti derivati vengono venduti a prezzi fino a 20 volte superiori: una confezione di H. Upmann può costare tra 1.200 e 1.500 pesi rispetto ai 30 o 60 pesi del prezzo ufficiale.

A questa distanza si aggiungono ritardi di fino a un anno nella liquidazione delle vendite e minacce del Grupo Empresarial Tabacuba di ritirare i terreni in usufrutto a coloro che non rispettano le loro condizioni.

Il salario medio di un agricoltore di tabacco si aggira intorno ai 75 pesos al giorno, equivalente a circa tre dollari.

Un modello che si ripete

Il caso non è isolato. La criminalità nel settore agricolo cubano è aumentata nel 2025 e nel 2026, con furti di bestiame, tabacco e altri prodotti agricoli in diverse province.

In aprile di quest'anno, un lavoratore dell'EMPA a Jiguaní, Granma, è stato arrestato per aver sottratto migliaia di pacchetti di sigarette e tabacco da un magazzino statale, con danni superiori a 10 milioni di pesos.

Il regime ha risposto con campagne anticorruzione e processi considerati esemplari, ma le cause strutturali - prezzi bassi, monopolio statale, mancanza di libertà economica - rimangono intatte.

Come ha riassunto un commentatore nella stessa pubblicazione ufficiale: «Il contadino dovrebbe poter vendere liberamente i propri prodotti», una richiesta che il regime, nonostante i discorsi sul «sacrificio» dei produttori, non sembra disposto a soddisfare.

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Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.

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