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La Polizia di Santa Clara ha smantellato una fabbrica clandestina di rum fatto in casa installata in un'abitazione privata, secondo quanto pubblicato dal profilo ufficiale di Facebook «Fuerza del Pueblo».
Durante l'operazione, le autorità hanno sequestrato tutta la produzione illegale e hanno comminato una multa amministrativa ai responsabili.
Il regime ha presentato l'azione come un successo della polizia e ha colto l'occasione per ricordare che «la produzione e la commercializzazione di bevande alcoliche senza autorizzazione costituisce un'infrazione e può comportare sanzioni legali».
Tuttavia, la pubblicazione ha scatenato un'ondata di commenti che riflettono il profondo malcontento dei cittadini per la selettività di queste operazioni.
La reazione dei cittadini: «prendere il mango basso invece di affrontare problemi reali»
La pubblicazione del MININT su «Fuerza del Pueblo» ha generato una risposta massiccia e critica sui social media. I commenti rivelano una percezione diffusa di doppia morale: rigore per il cittadino comune, impunità per coloro che detengono il potere.
«E quando ci sarà l'operazione nella casa dei dirigenti che ogni giorno rubano di più?», ha chiesto un utente. Un altro è stato più diretto: «È l'unica cosa che fanno: abusare di chi sta lottando, mentre i veri ladri continuano a rimanere impuniti».
Varii commentatori hanno messo in discussione la priorità delle operazioni rispetto a problemi più gravi: «Con così tanti rapinatori in strada e quelli non li catturano» e «E per quando le operazioni contro la droga?» sono state due delle domande più ripetute.
Uno dei commenti ha riassunto il sentimento generale con una frase: «Questo significa prendere il 'mango basso' invece di affrontare problemi reali».
Otros hanno scommesso sull'ironia o sulla rassegnazione: «Dovrebbero dargli un brevetto e continuare a produrre», ha scritto un utente, mentre un altro ha sentenziato: «In un paese libero avrebbero la propria azienda».
La previsione economica è emersa anche tra i commenti: «Ora salirà il prezzo della corrente; tutto è sbagliato».
La maggior parte delle reazioni esprime frustrazione e sfiducia nelle istituzioni. «Quello che fanno è multare e reprimere; ecco perché siamo così» e «Tutto qui è illegale; ecco perché siamo ridotti in questo modo» sintetizzano una percezione che, lontana dall'essere marginale, domina il dibattito pubblico intorno a queste operazioni.
L'operativo e il suo quadro giuridico
Il sequestro si inserisce nel Quinto Esercizio Nazionale di Prevenzione e Contrasto al Crimine, lanciato il 18 maggio 2026 da Miguel Díaz-Canel tramite videoconferenza con le autorità provinciali.
È il quinto intervento di questo tipo in meno di due anni e prioritizza il controllo degli alimenti, dei combustibili, dei prezzi e delle attività economiche informali.
Nel contesto dello stesso esercizio, la Polizia di Placetas aveva già confiscato 25 cilindri di gas destinati ad attività economiche illegali.
Il Decreto-Legge 91/2024, in vigore da settembre 2024, ha inasprito le sanzioni per le attività informali, con multe fino a 72.000 pesos.
Dal gennaio 2025, gli ispettori statali sono pagati in base al numero e all'importo delle multe che impongono, il che ha generato denunce di sanzioni arbitrarie.
Nel primo trimestre del 2025 sono state imposte oltre 425.000 multe in tutta Cuba, superando il milione di pesos in incassi. Solo nella terza settimana di febbraio del 2026 sono state registrate 17.000 multe per 65 milioni di pesos in tutto il paese.
La crisi che alimenta la produzione clandestina
La proliferazione di fabbriche informali di alcol non è casuale. L'industria statale del rum sta attraversando una crisi severa: la produzione di liquori è diminuita del 41% nel 2025 rispetto al 2024, e la scarsità di zucchero e materie prime minaccia la continuità di marchi emblematici.
In questo contesto di scarsità generalizzata, la produzione artigianale di aguardiente - comunemente conosciuta come «chispa e' tren» - si è diffusa come un'alternativa di sopravvivenza e di reddito informale.
Le autorità invocano motivi sanitari per giustificare queste operazioni: nel 2013, il consumo di alcol metilico illegale ha causato 11 morti e 46 intossicati all'Avana.
Tuttavia, per molti cubani questo argomento non è sufficiente a spiegare perché la repressione ricada sistematicamente su coloro che cercano di sopravvivere.
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