Il regime riconoscerà fino a 10 anni di assistenza familiare come tempo di lavoro ai fini della pensione

Cuba contabilizzerà fino a 10 anni di assistenza familiare come tempo di lavoro per andare in pensione, una misura che beneficerà principalmente le donne.



Anziani, immagine di riferimentoFoto © Cubadebate

Il regime cubano ha annunciato che gli anni dedicati alla cura dei familiari potranno essere computati come tempo di lavoro ai fini della pensione, con un limite di 10 anni, come dichiarato dal ministro del Lavoro e della Sicurezza Sociale, Jesús Otamendiz Campos, venerdì durante la Mesa Redonda.

La misura fa parte del pacchetto di 176 trasformazioni economiche e sociali approvato dall'Assemblea Nazionale del Potere Popolare l'18 e il 19 giugno 2026, che comprende 23 assi tematici.

Il ministro Otamendiz ha spiegato l'ambito concreto della disposizione: «Se deve avere 30 anni di lavoro per ricevere la pensione, di questi 30, dieci possono essere conteggiati come quelli dedicati alla cura della famiglia», purché ci siano evidenze che certifichino tale dedizione.

Il funzionario ha definito la misura «profondamente umana» e ha sottolineato che beneficerà principalmente le donne, «che spesso si trovano a sostenere il peso delle cure in famiglia».

Otamendiz ha riconosciuto che tra coloro che sono stati colpiti da questa situazione ci sono «insegnanti, dottoresse, scienziate, accademiche di grande valore, con molto umanesimo» che hanno dovuto interrompere la loro vita lavorativa per assumere compiti di cura, il che ha impedito loro di accumulare gli anni di lavoro formale richiesti per accedere alla pensione.

Il governo sta ancora lavorando sulle procedure per certificare quel periodo e darle un supporto legale, esaminando le pratiche di altri paesi della regione.

Il ministro ha precisato che la misura deve essere attuata prima dell'aggiornamento integrale della Legge sulla Sicurezza Sociale, previsto per 2027.

Il design della trasformazione ha visto la partecipazione del Consiglio Tecnico Consultivo del Ministero del Lavoro, composto da accademici dell'Università dell'Avana, delle facoltà di Economia e Sociologia, e della CUJAE.

La misura risponde anche alla grave crisi demografica che attraversa l'isola. Cuba è il paese più invecchiato dell'America Latina, con il 25,7% della sua popolazione over 60 anni alla fine del 2024 e un tasso di fertilità di appena 1,29 figli per donna.

Nel 2025 sono nati solo 68.051 bambini, il numero più basso dalla creazione dei registri, mentre i decessi raddoppiano praticamente i nati.

Questo invecchiamento accelerato pressa un sistema pensionistico già al limite: la pensione minima è di 4.000 pesos mensili, meno di 10 dollari, rispetto a un paniere di beni di prima necessità stimato in 12.000 pesos.

Il 90,7% dei pensionati lavora dopo il ritiro, principalmente nell'economia informale, per integrare un reddito che non riesce a coprire le proprie necessità.

Il nuovo riconoscimento della cura familiare amplia quanto stabilito dal Decreto-Legge 121 di febbraio 2025, che già prevedeva il tempo dedicato alla cura di figli con disabilità severe come tempo di servizio computabile per la pensione.

Otamendiz ha descritto la misura come «una risposta concreta al programma di avanzamento delle donne, alla situazione demografica del paese e al sistema di cura che vogliamo implementare e sviluppare nei prossimi anni a Cuba».

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