Il cubano Silvio Rodríguez e il dominicano Juan Luis Guerra si affrontano nella grande finale del Mondiale degli Artisti di Lingua Spagnola, il torneo di voto popolare organizzato sui social da La Chirichota, gruppo comico-musicale delle Canarie che ha conquistato i social e i palcoscenici del mondo di lingua spagnola.
La votazione è aperta fino a lunedì 6 luglio, e i risultati saranno annunciati martedì 7. Per partecipare è sufficiente scrivere nei commenti il nome del preferito, una meccanica tanto semplice quanto efficace che ha già generato 158 commenti e quasi 3.000 visualizzazioni solo su Facebook.
Il presentatore del torneo non ha lesinato sul drammatico nell'annunciare la finale: «Finalmente arriva la finale del Mondiale degli Artisti di Lingua Spagnola. Una finale molto più attesa di quella del Mondiale di Calcio, non c'è paragone». È difficile controbattere l'argomento a qualcuno che è riuscito a far discutere migliaia di persone animatamente sulla musica anziché parlare del tempo.
Il cammino verso la finale non è stato semplice per nessuno. Silvio Rodríguez è arrivato qui dopo aver battuto ai quarti Celia Cruz —il che di per sé ha sollevato più di un sopracciglio— e poi aver superato in semifinale l'argentino Gustavo Cerati. Juan Luis Guerra, da parte sua, ha eliminato Gloria Estefan ai quarti e la leggendaria Mercedes Sosa nella prima semifinale del torneo, lasciando più di un fan con il cuore spezzato.
Il presentatore ha descritto i finalisti come «due artisti molto diversi ma con un denominatore comune: la creatività e due fattori molto importanti, la composizione e l'esecuzione strumentale», e ha riconosciuto che la settimana non è stata priva di turbolenze: «È stata una settimana frenetica, piena di dibattiti, scoperte, analisi, conteggi. E qualche litigio assurdo tra persone che non parlano di musica». Riguardo a quei partecipanti meno musicali, è stato categorico: «Sono i meno, non li prenderemo in considerazione».
Le differenze tra i due finalisti sono tanto grandi quanto i loro meriti. Silvio Rodríguez, nato a San Antonio de los Baños nel 1946, è il simbolo della Nueva Trova Cubana, movimento che ha fondato insieme a Pablo Milanés, Noel Nicola e Vicente Feliú. Con oltre 20 album e quasi 400 canzoni —tra cui «Unicornio», «Ojalá» e «Te doy una canción»—, la sua figura è inseparabile dall'immaginario culturale cubano, per il bene e per il male a seconda di chi si chieda. Juan Luis Guerra, formato al Berklee College of Music, ha ridefinito la bachata e il merengue per il mondo intero: oltre 30 milioni di dischi venduti, tre Grammy e 31 Grammy Latini attestano una carriera che è iniziata con gli album Soplando (1984) e Mudanza y acarreo (1985), si è impennata con «Bachata Rosa» nel 1990, e non si è più fermata.
Lo curioso è che questi due artisti hanno una storia condivisa che pochi ricordano. Nel 1993, Juan Luis Guerra fu fischiato alla gala Lo Nuestro per aver cantato in duetto con Silvio Rodríguez nella Repubblica Dominicana mesi prima. Anni dopo, nel 2011, entrambi ricevettero il premio Casandra nella Repubblica Dominicana, come se la storia avesse deciso di dare loro una seconda opportunità di stare insieme su un palcoscenico, questa volta senza fischi.
I commenti dei follower riflettono il livello del dibattito: alcuni sostengono che Silvio è pura poesia e chitarra senza artifici, mentre altri fanno notare che Juan Luis Guerra accumula più Grammy Latini di quante canzoni abbia un album medio. Ci sono coloro che votano col cuore e chi vota con la discografia in mano. Non mancano quelli che danno priorità a visioni politiche rispetto a quelle musicali e, nel caso di Silvio, gli rimproverano il suo sostegno spesso dimostrato al regime dittatoriale cubano.
Martedì 7 luglio si saprà chi sarà incoronato come miglior artista di lingua spagnola secondo i seguaci de La Chirichota. Fino ad allora, il voto rimane aperto e il dibattito è acceso.
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