Il martedì 30 giugno, mentre le squadre di soccorso continuavano a cercare sopravvissuti tra le macerie lasciate dai devastanti terremoti del 24 giugno, il cielo di Caracas e di altre città venezuelane si tinse di intensi toni rossastri durante il tramonto, scatenando una nuova ondata di allerta in una popolazione già colpita dalla tragedia.
Le immagini dell'insolito fenomeno nel cielo venezuelano si sono diffuse rapidamente sui social media, con molti utenti che lo interpretavano come un segnale infausto o un evento soprannaturale legato ai terremoti.

Un utente su X ha riassunto il sentimento collettivo con una frase: «Cielo rosso a Caracas, quello che mancava».
Tuttavia, gli esperti sono stati chiari: non c'è stato nulla di straordinario né correlato all'attività tellurica.
L'esposizione scientifica: dispersione di Rayleigh
«È fondamentalmente un fenomeno ottico molto comune che si verifica in qualsiasi parte del pianeta. Ha un nome ed è chiamato dispersione di Rayleigh.»
Capote spiegò che durante il tramonto, la luce solare deve percorrere una distanza molto maggiore all'interno dell'atmosfera prima di giungere agli occhi dell'osservatore. In questo percorso, i colori a lunghezza d'onda corta - come il blu e il viola - si disperdono facilmente, mentre quelli a lunghezza d'onda lunga - rosso e arancione - riescono ad arrivare con maggiore intensità.
«Ciò che arriva a noi, ai nostri occhi, è la componente rossa della luce bianca che proviene dal sole», precisò.
Il fenomeno ha anche un nome in spagnolo: candilazo, definito dalla Real Academia Española come un arrebol crepuscolare.
Il meteorologo José Miguel Viñas, consulente dell'Organizzazione Meteorologica Mondiale, lo descrive come «la dispersione della luce del tramonto quando una nube si interpone nel suo cammino».
Viñas aggiunge sul suo sito web Divulgameteo che «l'intensità dei colori rosso e arancione è maggiore al tramonto rispetto all'alba, a causa della maggiore presenza di particelle sospese nell'aria nel pomeriggio».
Perché è stato così intenso questa volta?
Diversi fattori potrebbero aver amplificato l'effetto visivo in Venezuela.
L'arrivo di polvere del Sahara nei Caraibi -previste da metà giugno 2026- aumenta le particelle in sospensione nell'atmosfera, intensificando la colorazione rossastra.
A tutto ciò si aggiungono l'alta umidità e la nuvolosità tipiche della stagione, e probabilmente la polvere generata dal crollo di decine di edifici durante i sismi.
Capote ha inoltre sottolineato che lo stesso fenomeno si è registrato il 29 giugno nella Baia di Tampa, dimostrando che si verifica in qualsiasi angolo del pianeta, indipendentemente da qualsiasi attività sismica.
Il contesto che spiega la paura
La preoccupazione della popolazione venezuelana è comprensibile. I due terremoti del 24 giugno -con magnitudo 7,2 e 7,5, separati da appena 39 secondi- sono stati i più devastanti nel paese in oltre 125 anni.
Al 30 giugno, il bilancio superava i 1.943 morti e oltre 10.571 feriti, con decine di migliaia di dispersi.
La ONU ha stimato che più di 6,76 milioni di persone sono state colpite dalla catastrofe, e lo stato di La Guaira è stato dichiarato zona di disastro.
Le operazioni di soccorso continuano attive con supporto internazionale, mentre oltre 600 repliche mantenevano la popolazione in ansia.
In quel clima di lutto e tensione estrema, un tramonto dai toni carminio bastò a risvegliare nuove paure.
Tuttavia, gli esperti sono stati chiari: il candilazo non annuncia nulla, può verificarsi in qualsiasi parte del mondo e non esiste alcuna evidenza scientifica che colleghi i cieli rossastri con l'attività sismica.
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