Cubana in Spagna descrive il ciclo infinito di spese per aiutare la sua famiglia: «Cosa ci sarà dopo?»

Una cubana in Spagna descrive in un video virale il ciclo infinito di spese per combattere i blackout: generatore, ventilatori, EcoFlow...



LinetFoto © Captura di video di Facebook / linet

Una cubana residente in Spagna identificata come Linet ha pubblicato un video su Facebook che ha accumulato oltre 38.000 visualizzazioni, in cui descrive con umorismo e frustrazione il ciclo infinito di denaro che gli emigranti cubani spendono per cercare di alleviare la crisi elettrica che colpisce le loro famiglie nell'Isola.

Il racconto di Linet segue una sequenza che migliaia di cubani all'estero riconosceranno immediatamente: prima arrivò la pianta elettrica, acquistata insieme a suo zio per circa 500 dollari quando i blackout divennero insostenibili.

La soluzione durò appena due o tre mesi: senza benzina per il generatore, l'investimento rimase inutilizzato.

«I soldi che mandi, se li prendono per la pianta, non mangiano», spiega, riassumendo la trappola in cui rimangono intrappolate le famiglie a Cuba.

La scommessa successiva sono stati i ventilatori ricaricabili. «Vediamo quanto durano, perché se li usi tutti i giorni non durano, nemmeno il migliore del mondo».

Ora l'obiettivo è un EcoFlow, batteria portatile il cui prezzo varia tra 549 e oltre 1.150 dollari a seconda del modello.

«Manda 500, 600, 800, 1000, qualunque cosa sia necessaria si manda per un EcoFlow», dice Linet, prima di anticipare con sarcasmo che non sarà nemmeno la soluzione definitiva.

«Già mi sto preparando per quello che seguirà dopo l'EcoFlow. (...) Ora l'EcoFlow a Cuba non funzionerà più, inventeranno qualcosa affinché l'EcoFlow non funzioni e tu dovrai tornare a mandare per qualcos'altro», avverte.

La cubana non nasconde l'usura emotiva che implica questa dinamica. «Non è facile, è una costante fonte di stress», confessa, e riconosce che a volte preferisce tacere piuttosto che «dire una stupidaggine».

«Non so fino a quando durerà questo», conclude.

Il video riflette una realtà documentata: Cuba sta attraversando la peggiore crisi energetica della sua storia recente, con blackout che colpiscono fino al 68% del territorio in modo simultaneo e interruzioni che superano le 32 ore giornaliere a L'Avana. In alcune province, le famiglie possono rimanere senza fornitura elettrica per due giorni consecutivi.

Il deficit di generazione ha raggiunto i 1.871 MW lo scorso aprile, con nove delle 16 unità termoelettriche del paese fuori servizio per guasti o mancanza di combustibile.

Il regime ha riconosciuto alla fine del 2025 che i blackout sarebbero continuati per quest'anno, promettendo appena un «leggero miglioramento» che non si è concretizzato.

Di fronte a questo vuoto statale, la diaspora ha assunto di fatto il ruolo di fornitore energetico privato.

Gli EcoFlow sono diventati l'articolo più ambito che gli emigranti cercano di acquistare per le loro famiglie, come ha illustrato anche una giovane che ne ha regalato uno a sua madre a Cuba, suscitando grande risonanza sui social media.

La pressione finanziaria ed emotiva sugli emigranti è in crescita.

Alcuni hanno deciso di interrompere la comunicazione con i familiari sopraffatti dalle continue richieste di aiuto, mentre studi indipendenti stimano che sarebbero necessari tra 8.000 e 10.000 milioni di dollari per riabilitare il sistema elettrico cubano.

Archiviato in:

Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.

Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.