Cubana in Spagna esplode contro chi vive sull'isola: “Molti qui si privano di cibo per aiutare la propria famiglia a Cuba”

Una cubana in Spagna denuncia su TikTok il trattamento ostile che riceve un'emigrante che ha inviato 4.000 euro alla sua famiglia a Cuba in soli sei mesi.



Cubana in SpagnaFoto © @iday2023/video / TikTok

Una cubana residente in Spagna ha lanciato un forte appello all'empatia rivolto ai cubani che rimangono sull'isola, in un video pubblicato su TikTok domenica scorsa dall'utente @iday2023, identificata come Idailis.

Nel clip di 57 secondi, l'autrice racconta il caso di una persona che in sei mesi ha inviato 4.000 euro alla sua famiglia a Cuba e che, nonostante quel sacrificio, riceve un trattamento ostile dai propri familiari.

«Si chiede solo un po' più di empatia. È vero che voi siete in una situazione precaria, caotica, ma quelli qui a volte si privano del cibo per inviarvelo», afferma Idailis nel video.

L'autrice descrive con crudezza la situazione di quella persona: «So per certo che in sei mesi quella persona ha inviato 4.000 euro alla sua famiglia a Cuba, ma nonostante ciò, è come lo tratta la sua famiglia a Cuba, il peso durissimo che la sua famiglia le impone. Quella ragazza non ha vita, non ha vita qui».

Per dare un'idea dell'impegno, Idailis ricorda che il salario minimo in Spagna si aggira attorno ai 1.200 euro mensili, il che trasforma quella cifra in più di tre salari completi inviati in appena sei mesi.

Il messaggio di Idailis si unisce a una tendenza che si ripete frequentemente tra la diaspora cubana sui social media. Il 2 giugno, la cubana BellaMadi ha interrotto la comunicazione con persone sull'isola perché ogni conversazione si concludeva con richieste di ricariche o denaro.

Il 13 maggio, un'altra cubana ha esploso contro coloro che le chiedevano soldi «semplicemente per prendere birra» mentre li si vedeva divertirsi in spiaggia.

In marzo, una cubana negli Stati Uniti scoppiò perché i suoi familiari la cercavano solo per soldi e mai per chiedere come stesse.

Il modello è coerente: l'emigrante sente di sostenere due vite —la propria e quella della sua famiglia a Cuba— senza ricevere riconoscimento emotivo in cambio.

La dinamica risponde in parte alla crisi strutturale che attraversa Cuba. Secondo un rapporto del The New York Times di gennaio 2026, circa 2,2 milioni di cubani sono usciti dal paese dal 2021 e quasi un terzo della popolazione vive in povertà, mentre il PIL è diminuito di oltre il 4% alla chiusura del terzo trimestre del 2025.

In quel contesto di blackout cronici, scarsità di cibo e medicinali, le rimesse sono diventate un sostegno vitale per molte famiglie cubane, generando una dipendenza che a volte si traduce in pressione emotiva sugli emigranti.

Idailis non nega la difficile situazione dell'isola, ma la sua richiesta è chiara: coloro che vivono all'estero e pongono il benessere delle loro famiglie al di sopra del proprio meritano, almeno, un po' più di empatia e riconoscimento.

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Yare Grau

Originaria di Cuba, ma vivo in Spagna. Ho studiato Comunicazione Sociale all'Università dell'Avana e successivamente mi sono laureata in Comunicazione Audiovisiva all'Università di Valencia. Attualmente faccio parte del team di CiberCuba come redattrice nella sezione Intrattenimento.

Yare Grau

Originaria di Cuba, ma vivo in Spagna. Ho studiato Comunicazione Sociale all'Università dell'Avana e successivamente mi sono laureata in Comunicazione Audiovisiva all'Università di Valencia. Attualmente faccio parte del team di CiberCuba come redattrice nella sezione Intrattenimento.