Vox chiede di annullare l'istruzione della «legge dei nipoti» per fermare le nazionalità

Vox chiede l'annullamento dell'istruzione che sviluppa la «legge dei nipoti» e la sua sospensione cautelare per fermare le concessioni di nazionalità spagnola.



Bandiere al Consolato di Spagna a L'Avana (i) e Passaporto Spagnolo (d)Foto © Collage CiberCuba

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Vox ha fatto questo mercoledì un ulteriore passo nella sua offensiva contro la nota come «Legge dei nipoti» richiedendo presso la Segreteria di Stato per la Giustizia la nullità di pieno diritto e la sospensione cautelare della Istruzione approvata dal Ministero della Giustizia nell'ottobre del 2022, che regola l'applicazione di tale norma.

Se accoglie la richiesta, verranno sospesi cautelarmente i procedimenti amministrativi per la concessione della nazionalità spagnola attualmente in corso ai sensi di tale istruzione, fino alla risoluzione del ricorso.

La cosiddetta «Legge dei nipoti», incorporata come disposizione aggiuntiva ottava della Legge della Memoria Democratica, consente di ottenere la nazionalità spagnola a figli e nipoti di esiliati spagnoli, anche se risiedono all'estero e non hanno mai vissuto in Spagna.

Secondo informazioni di La Vanguardia, Vox sostiene che la Istruzione emanata dalla Direzione Generale di Sicurezza Giuridica e Fede Pubblica amplia l'ambito di applicazione della legge oltre quanto approvato dalle Corti Generali, includendo casi che, a loro avviso, non erano previsti nel testo legale.

«La Direzione Generale della Sicurezza Giuridica e della Fede Pubblica —la cui responsabile è sorella del ministro Óscar Puente— emette un'Istruzione che estende l'accesso alla nazionalità ben oltre il testo legale», ha affermato la formazione presieduta da Santiago Abascal.

Non è la prima iniziativa legale del partito contro questa normativa. Vox ha impugnato la stessa Legge sulla Memoria Democratico davanti alla Corte Costituzionale, che ha ammesso il ricorso il 7 febbraio 2023. L'alto tribunale non ha ancora emesso sentenza.

La nuova azione legale si aggiunge alle iniziative presentate questa settimana dal partito presso la Commissione Elettorale Centrale. In un primo scritto, Vox ha richiesto un'audit delle iscrizioni nel Censimento Elettorale dei Residenti Assenti (CERA), la sospensione di nuove incorporazioni e la revisione dei contratti di esternalizzazione del processo, citando espressamente l'azienda tecnologica NEORIS e il Gruppo Palco, ente statale cubano collegato al conglomerato militare GAESA.

In un secondo scritto, la formazione ha chiesto di proibire il voto per corrispondenza dall'estero, ritenendo che non ci siano garanzie sufficienti riguardo all'identità dell'elettore e alla custodia del voto.

Il caso di Cuba occupa un posto centrale negli argomenti di Vox. Secondo dati ufficiali, più di 350.000 cittadini cubani hanno avviato le pratiche per ottenere la cittadinanza spagnola ai sensi della Legge sulla Memoria Democratica, mentre il Consolato Generale di Spagna all'Avana accumula oltre 137.700 pratiche.

Per far fronte all'aumento delle richieste, il Governo spagnolo ha assegnato contratti del valore compreso tra 1,1 e 1,6 milioni di euro al Gruppo Palco per rafforzare l'assistenza consolare con un numero di lavoratori tra 88 e 107. Vox mette in discussione tale assunzione ricordando che l'azienda appartiene al conglomerato GAESA, sanzionato dagli Stati Uniti dal maggio 2026.

La formazione sostiene anche che il fatto che Cuba non faccia parte della Convenzione dell'Aja rende difficile la verifica indipendente della documentazione utilizzata nei fascicoli di nazionalità.

Il dibattito è escalato anche nel campo politico. Santiago Abascal ha accusato il presidente del Governo, Pedro Sánchez, di cercare di «fabbricare elettori» attraverso l'applicazione della norma.

«Sánchez ha fatto un colpo di stato nelle primarie del suo partito e sta cercando di farne un altro per rimanere alla Moncloa. Chissà quali imbrogli ha potuto fare in tutti questi anni... Non possiamo permetterlo!», ha scritto il leader di Vox sui social media.

Le critiche sono state condivise da dirigenti del Partito Popolare. Lunedì, Alberto Núñez Feijóo ha dichiarato in un'intervista su EsRadio: «Dal momento che con gli attuali elettori i conti non tornano, vediamo se creando elettori i conti tornano». Da parte sua, la presidente della Comunità di Madrid, Isabel Díaz Ayuso, ha avvertito che concedere la nazionalità a chi non soddisfa i requisiti legali «equivarrebbe anche a fare qualcosa di illegale».

Il Governo ha respinto queste accuse. La ministra e portavoce Elma Saiz ha definito le dichiarazioni dell'opposizione come una «irresponsabilità enorme» e ha difeso che la Legge sulla Memoria Democratica risponde a criteri di «riparazione e giustizia».

Con questo nuovo strumento, Vox mantiene aperta la sua strategia giuridica e politica contro l'applicazione della cosiddetta «legge dei nipoti», una controversia che probabilmente continuerà a segnare il dibattito pubblico nei mesi che precedono le elezioni generali previste per il 2027.

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Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.

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