
Video correlati:
La cosiddetta «legge dei Nipoti» —la disposizione aggiuntiva ottava della Legge della Memoria Democratica— ha acceso una intensa battaglia politica in Spagna, con accuse reciproche su se il Governo di Pedro Sánchez stia utilizzando le nazionalizzazioni di massa per alterare il censimento elettorale in vista delle prossime elezioni generali.
Il leader del Partito Popolare (PP), Alberto Núñez Feijóo, ha lanciato lunedì l'accusa più diretta fino ad oggi in un'intervista a EsRadio: «Quello che si cela dietro è un interesse evidente nel conquistare nuovi elettori. Poiché con gli attuali elettori i conti non tornano, vediamo se creando elettori i conti mi tornano». L'offensiva del PP, riportata da ABC e dall'agenzia EFE, segna un'escalation nella posizione del principale partito di opposizione, che fino ad ora aveva mantenuto un tono più cauto.
La presidente della Comunione di Madrid, Isabel Díaz Ayuso, è andata oltre e ha avvisato direttamente i funzionari consolari: «Ogni console e ogni funzionario che concede la nazionalità a chi non la merita deve sapere che sta commettendo un atto illegale. E questo è il nostro avviso». Ayuso ha anche avvertito che Buenos Aires potrebbe diventare la terza circoscrizione spagnola per numero di voti, dato che i cinque consolati argentini accumulano 462.815 richieste di nazionalità.
Il Governo ha risposto attraverso il suo portavoce, Elma Saiz, definendo le dichiarazioni di Feijóo come «una grave irresponsabilità» e difendendo la norma come una misura basata «sui principi di riparazione e giustizia» verso gli spagnoli che hanno lasciato il paese a causa della dittatura franchista.
La eurodeputata del PP Alma Ezcurra, responsabile dell'area immigrazione del partito, ha ampliato le denunce sui social media: «Quando desideriamo sapere se qualcuno sta manipolando delle elezioni, ci concentriamo sempre sulle schede, sulle urne o sul conteggio. Ma esiste un modo più silenzioso: decidere chi entra nel registro elettorale». Ezcurra ha inoltre sottolineato che il Governo avrebbe assunto l'azienda Ineco — legata all'ex compagna dell'ex ministro Ábalos — per esternalizzare il processo e raggiungere un milione di nazionalità concesse entro il 2027.
Vox mantiene da mesi l'accusa più estrema, denunciando un possibile «pucherazo». Il suo portavoce ha chiesto lunedì di sospendere cautelarmente l'istruttoria del Ministero della Giustizia che concede la nazionalità ai discendenti degli emigranti del XIX secolo, sostenendo che un'ordinanza amministrativa non può modificare una legge approvata nelle Corti. Il partito ha già presentato ricorso alla Corte Costituzionale contro la Legge sulla Memoria Democratica del 2022.
La polemica ha una dimension particolarmente rilevante per Cuba. Secondo un'indagine di ABC, il Governo spagnolo ha assegnato contratti per 1,6 milioni di euro al Grupo Palco, azienda subordinata al Consiglio dei Ministri cubano e collegata al conglomerato militare GAESA, per assumere 107 lavoratori di supporto al consolato spagnolo all'Avana. Il leader di Vox, Santiago Abascal, ha riassunto la situazione il 22 giugno sui social network: «Pagando la dittatura cubana per farsi aiutare a fare il suo broglio».
Il problema si aggrava perché Cuba non è aderente alla Convenzione dell'Aia, il che rende difficile verificare in modo indipendente l'autenticità dei documenti necessari per attestare la discendenza spagnola. Il consolato dell'Avana accumula più di 137.700 pratiche ufficiali, con stime che portano il numero fino a 350.000 pratiche avviate, e i richiedenti ricevono risposte del tipo: «A causa del volume delle pratiche, questo procedimento può richiedere diversi mesi».
A livello globale, circa 2,5 milioni di persone hanno richiesto la nazionalità tramite questo percorso da quando la legge è entrata in vigore nell'ottobre del 2022. Il termine per nuove domande è scaduto definitivamente il 22 ottobre 2025, ma il flusso di risoluzioni — circa 34.000 solo nel primo trimestre del 2026 — mantiene vivo il dibattito. Il tasso di diniego è appena dell'1,3%, e l'organizzazione Iustitia Europa ha presentato lunedì una denuncia presso la Junta Elettorale Centrale, mettendo in discussione i criteri di assegnazione della provincia di voto ai nuovi nazionalizzati, avvertendo che il censimento degli spagnoli all'estero supera già i 3,2 milioni di iscritti.
Archiviato in: