Lo storico cubano Maikel Arista-Salado ha presentato un ritrovamento documentale che potrebbe cambiare il modo in cui milioni di cubani afrodiscendenti comprendono il loro legame giuridico con la Spagna: gli ex schiavi cubani iscritti al registro civile hanno acquisito automaticamente la cittadinanza spagnola, e i loro discendenti potrebbero reclamarla.
Arista-Salado, che da anni è alla guida di una denuncia contro lo Stato spagnolo affinché riconosca la nazionalità sottratta ai cubani dopo il Trattato di Parigi del 1898, ha spiegato il ritrovamento in un'intervista con Tania Costa.
«Qui è stata posta la domanda, in questo programma tu stessa l'hai fatta, se i discendenti degli schiavi fossero spagnoli o meno. Ti ho detto che effettivamente sì, ma non avevo la prova a disposizione. Cioè, quell'interpretazione è un'interpretazione che deriva da una realtà che si va studiando, ma adesso abbiamo gli argomenti a disposizione», ha affermato lo storico.
La chiave sta nell'origine stessa del registro civile a Cuba, creato nel 1884 per cominciare a funzionare il primo gennaio del 1885. Secondo Arista-Salado, questo strumento non è nato come un meccanismo amministrativo generico, ma con uno scopo specifico: preparare la transizione degli schiavi in persone con piena personalità giuridica prima che l'abolizione formale entrasse in vigore.
«Il registro civile è nato a Cuba per le persone che smettevano di essere schiave», ha sottolineato. «È molto probabile che, se esiste un atto registrato, se c'è un'iscrizione registrale, appartenga a una persona che era, che era stata schiava».
L'argomento giuridico centrale si basa su un principio del diritto spagnolo. «In Spagna, l'iscrizione nel registro civile ha efficacia costitutiva. Cosa significa questo? Che il suo diritto si costituisce con l'iscrizione nel registro», ha spiegato Arista-Salado. Di conseguenza, «una copia di un atto di un iscrizione registrale, di una persona che era stata schiava, nata a Cuba e che ha accesso al registro civile, diventa automaticamente cittadino spagnolo».
La abolizione della schiavitù a Cuba avvenne in due fasi: nel 1880 fu istituito il sistema di patronato come regime transitorio, e il 7 ottobre 1886 un Real Decreto pose fine definitivamente a tale figura. Lo storico ha sottolineato che la legge del 1886 «non è una legge che nasce nel vuoto, è una legge che risponde al sistema di patronato».
Questa tesi ha implicazioni dirette per la cosiddetta Legge dei Nipoti —la Legge della Memoria Democratica, in vigore tra ottobre 2022 e ottobre 2025—, che consentiva a figli e nipoti di spagnoli di richiedere la nazionalità. Arista-Salado ha sostenuto che qualsiasi discendente di un ex schiavo che localizzi un atto di registrazione del proprio antenato potrebbe aver fatto ricorso a questa via di naturalizzazione.
«Potrebbe accogliermi se trovo i documenti di quella persona? Certamente. E se non li trova, si può fare tramite altri meccanismi. Ma l'importante è avere questa informazione.»
L'intervistatrice Tania Costa ha riassunto il significato simbolico della scoperta: «Non so se ti ricordi quando abbiamo parlato la prima volta e ti dicevo che fortuna sfortunata abbiamo noi neri, che rimaniamo esclusi dalla Legge dei Nipoti... e risulta che siamo i primi spagnoli».
Arista-Salado ha confermato questa lettura. «Tutte le persone che erano schiave, che erano discendenti di schiavi, hanno automaticamente avuto accesso al registro civile. In Spagna l'accesso al registro civile è prova della nazionalità».
Il storico sta attualmente lavorando a un libro di circa 400 pagine che rivede criticamente la storia cubana, con pubblicazione prevista per la fine del 2026.
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