Cinque giorni sotto le macerie: salvato con vita un altro minorenne in Venezuela

Un minore è stato salvato vivo a La Guaira più di 120 ore dopo i terremoti del 24 giugno che hanno causato almeno 1.719 morti in Venezuela.



Bambino salvato in Venezuela.Foto © Captura de Video/pnbdaet

Más di cinque giorni dopo i devastanti terremoti che hanno colpito il Venezuela, un minorenne è stato salvato vivo dalle macerie di un edificio nel settore Caribe dello stato La Guaira, uno dei luoghi più colpiti dalla tragedia, ha informato questo martedì l'agenzia EFE.

Il Ministero della Comunicazione e dell'Informazione del regime venezuelano ha annunciato il ritrovamento tramite il social network X alle 21:16 (ora locale) di lunedì, sebbene non abbia specificato l'orario esatto del soccorso né l'identità o l'età del bambino.

Il ritrovamento rappresenta uno dei salvataggi più incoraggianti da quando il doppio terremoto del 24 giugno scorso ha devastato ampie zone del paese e alimenta le aspettative dei team di emergenza che continuano a cercare sopravvissuti.

La notizia è arrivata appena un giorno dopo che un altro minorenne, Carlos Miguel Colmenares, di 12 anni, è stato salvato vivo tra le macerie di un edificio a Macuto, sempre a La Guaira. In quella operazione ha partecipato il team USAR ECU-01 del Corpo dei Vigili del Fuoco di Quito, composto da 47 specialisti ecuadoregni, con il supporto di soccorritori della Repubblica Dominicana e del Venezuela, che hanno utilizzato telecamere endoscopiche per localizzare il bambino prima di estrarlo.

Dopo aver appreso del nuovo salvataggio, il regime venezuelano ha diffuso un messaggio nel quale affermava che «il miracolo della vita è una vittoria della speranza e della costanza dei nostri soccorritori, vigili del fuoco, brigatisti e corpi di sicurezza. Ogni vita salvata è la luce che brilla tra le macerie».

I terremoti del 24 giugno 2026 —di magnitudo 7,2 e 7,5, registrati con appena 39 secondi di differenza— rappresentano i sismi più forti verificatisi in Venezuela dal 1900, secondo il Servizio Geologico degli Stati Uniti (USGS). I loro epicentri sono stati localizzati nello stato di Yaracuy e le scosse sono state avvertite dalla Colombia fino a diverse isole dei Caraibi, tra cui Aruba e Curaçao.

Il bilancio ufficiale supera già i 1.719 morti e 5.034 feriti. Inoltre, le autorità segnalano oltre 15.800 sfollati e 855 edifici danneggiati, di cui 189 sono crollati completamente. Tuttavia, l'ONU stima che potrebbero esserci fino a 50.000 persone scomparse, mentre il USGS considera probabile che il numero reale delle vittime mortali sia molto superiore a quello ufficiale.

Immagini satellitari analizzate dalla NASA indicano che circa 59.000 edifici hanno subito danni o sono stati distrutti, specialmente in località costiere come Caraballeda, Macuto e Catia La Mar.

Tra le vittime confermate figurano cittadini di varie nazionalità, tra cui 60 portoghesi, 11 italiani e almeno due cubani. Il 29 giugno è stata trovata senza vita una famiglia cubana di sei membri sotto le macerie a La Guaira, mentre almeno altri 32 cubani risultano ancora dispersi in quella zona.

Più di 2.000 soccorritori provenienti da 27 paesi, coordinati dalle Nazioni Unite, continuano le operazioni di ricerca e salvataggio. Il Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (PNUD) stima che i danni diretti causati dai terremoti ammontino a 6.700 milioni di dollari, sebbene l'impatto economico totale possa attestarsi tra 10.050 e 20.100 milioni di dollari.

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Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.

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