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Il regime cubano e la Russia hanno annunciato questo lunedì la creazione di «Sinergia Globale Biofarmaceutica», la prima impresa mista tra i due paesi nel settore biofarmaceutico, un progetto che Cubadebate ha qualificato come «senza precedenti» e che mira ad ampliare la cooperazione nella ricerca, produzione e commercializzazione di farmaci.
L'annuncio è stato effettuato da Eulogio Pimentel, primo vicepresidente di BioCubaFarma, durante la presentazione del progetto, la cui costituzione è stata formalizzata il 24 giugno scorso in Russia. La nuova società sarà composta dalla corporazione statale cubana e da diversi partner russi, tra cui il Fondo di Investimento Diretto della Russia.
L'azienda inizierà con un investimento iniziale di 11 milioni di dollari, sebbene i suoi promotori prevedano di destinare fino a 113 milioni allo sviluppo di progetti di biotecnologia, ricerca farmaceutica e trattamenti per il cancro, malattie croniche e disturbi neurodegenerativi.
Tra i farmaci cubani che fanno già parte della cooperazione ci sono Heberprot-P, per il trattamento delle ulcere del piede diabetico; Hebermin, utilizzato per le ustioni; CIMAvax-EGF, vaccino terapeutico contro il cancro ai polmoni; e Jusvinza, impiegato in processi infiammatori gravi.
Uno dei progetti di maggiore rilevanza è HEBERSaVax, orientato allo sviluppo di terapie oncologiche. Inoltre, cinque imprese emergenti collegate a BioCubaFarma sono attualmente in incubazione all'interno del parco tecnologico di Skólkovo, considerato il principale centro di innovazione della Russia, con ricerche focalizzate sulle malattie neurodegenerative e su diversi tipi di cancro.
La costituzione dell'azienda mista dà continuità agli accordi raggiunti tra entrambi i governi durante il Forum Economico Internazionale di San Pietroburgo, tenutosi il 5 giugno scorso, quando hanno firmato un memorandum per sviluppare vaccini contro il cancro combinando le tecnologie russe —come Oncopept, NeoOncovac ed EnteroMix— con l'esperienza cubana nell'immunoterapia.
Tuttavia, la collaborazione tra L'Avana e Mosca nel campo biofarmaceutico risale a oltre un decennio fa. Nel 2015, Heberprot-P è diventato il primo prodotto biotecnologico cubano incluso nel Elenco dei Farmaci Essenziali e Vitali della Russia. Pochi mesi dopo, nel febbraio 2016, entrambe le parti hanno firmato quattro memorandum di cooperazione in settori come l'oncologia e la bioinformatica.
La nuova impresa si inserisce anche nel rafforzamento dell'alleanza strategica tra Cuba e Russia. Durante la XXIII sessione della Commissione Intergovernativa Cuba-Russia, tenutasi tra marzo e aprile di quest'anno, entrambi i governi hanno formalizzato accordi economici superiori a 1.000 milioni di dollari, che includono la gestione di impianti industriali cubani da parte di compagnie russe. A questo si aggiungono un credito di 60 milioni di dollari per l'acquisto di carburante, concesso da Mosca nel gennaio del 2025, e un accordo di cooperazione militare firmato nel marzo dello stesso anno e successivamente ratificato dal presidente Vladímir Putin.
L'annuncio, tuttavia, contrasta con la realtà che affrontano i cubani all'interno dell'isola. Mentre BioCubaFarma amplia la sua presenza internazionale —con aziende stabilite in Spagna, Vietnam, Italia, Australia e ora Russia—, la stessa corporazione ha riconosciuto a giugno di quest'anno di non poter garantire la fornitura di circa 300 dei 395 farmaci che compongono il quadro base nazionale.
Questa scarsità si riflette anche nella popolazione. Un sondaggio condotto tra febbraio e marzo del 2026 ha rivelato che il 54,2 % dei cubani affronta gravi difficoltà nell'accesso ai farmaci di cui ha bisogno, mentre solo un 4,8 % ha dichiarato di riuscire a ottenerli senza ostacoli. Il contrasto tra l'espansione internazionale dell'industria biotecnologica statale e la persistente carenza di farmaci nelle farmacie cubane continua a alimentare le critiche di coloro che ritengono che il regime dia priorità alle sue alleanze strategiche e alle esportazioni rispetto alle necessità sanitarie della popolazione.
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