Il volo 308 di American Airlines diretto verso le Bermuda ha abortito il decollo all'Aeroporto Internazionale di Miami venerdì 27 giugno, intorno alle 18:00 (ora locale), dopo che un jet privato non autorizzato è irromputo sulla stessa pista attiva dove l'aereo commerciale stava già procedendo a circa 60 mph, secondo quanto riportato da CNN.
L'aereo coinvolto è stato un Airbus A319 con 112 passeggeri a bordo.
I piloti azionarono i freni al rilevare l'altra aeronave e, nel momento più critico, i due velivoli si trovarono separati da appena un terzo di miglio - circa 500 metri - il che attivò i protocolli di emergenza.

Il teso scambio nella torre di controllo
L'incidente è stato registrato in un audio di controllo del traffico aereo ottenuto da ABC News e verificato da CNN, che ha catturato un teso scambio di parole tra il controllore del MIA e il pilota del jet privato.
«Ha appena attraversato una pista attiva», disse il controllore al pilota del jet privato.
«Mi ha detto di attraversare la pista, signore», rispose il pilota.
«No, abbiamo detto Amerijet 461», ha chiarito il controllore, evidenziando una confusione nell'identificazione del volo come possibile causa dell'errore.
Il jet che ha invaso la pista è stato identificato come il volo EJA434 di NetJets.
La società di aviazione privata ha riferito, secondo CNN, che il suo aereo era in quel momento gestito da un fornitore esterno di manutenzione, e non dai propri piloti.
NetJets non ha rilasciato ulteriori commenti pubblici sull'incidente.
La reazione di American Airlines e l'indagine federale
In un comunicato ufficiale citato da Local10, la compagnia aerea ha spiegato che l'equipaggio «ha interrotto la manovra di decollo dopo aver osservato un altro aereo sulla pista», dopo aver ricevuto l'autorizzazione al decollo.
La compagnia ha concluso la propria dichiarazione con un messaggio di ringraziamento: «Ringraziamo per la rapida azione del nostro equipaggio e per la comprensione dei nostri clienti».
La Amministrazione Federale dell'Aviazione (FAA) ha confermato questo lunedì che l'aereo privato non aveva l'autorizzazione per trovarsi sulla pista attiva e ha avviato un'indagine formale sull'incidente, secondo quanto riportato da Telemundo 51.
Il volo 308 è stato riprogrammato ed è decollato senza imprevisti poco prima delle 20:00, circa due ore dopo l'orario di partenza previsto, arrivando alle Bermuda poco prima della mezzanotte ora locale.
Un modello allarmante nell'aviazione statunitense
L'incidente di Miami non è un fatto isolato.
Nella stessa giornata di venerdì 27 giugno, il pilota del volo 1513 della United Airlines ha segnalato di essere stato a un passo dall'impatto con un drone durante l'atterraggio all'aeroporto di Newark, nel New Jersey: «Siamo quasi collisi con un drone», ha dichiarato, evidenziando che l'oggetto si trovava a circa 30 metri al di sotto dell'aeromobile.
La settimana scorsa, la FAA stava già indagando su un quasi-incidente all'aeroporto Logan di Boston, dove un volo Delta ha abortito l'atterraggio per evitare una collisione con un aereo della American Airlines, con entrambi gli aerei a soli 300 piedi di distanza, secondo quanto riportato dal New York Post.
Questo concatenamento di eventi si verifica alla vigilia della festività del 4 luglio, con un numero record stimato di 72 milioni di persone previste per viaggiare in tutto il paese, il che intensifica il dibattito sulla sicurezza nello spazio aereo statunitense e sui protocolli di comunicazione tra i controllori e i piloti.
Le incursioni in pista sono considerate dalla FAA come uno dei rischi più gravi dell'aviazione civile, data la loro potenzialità di sfociare in collisioni catastrofiche.
L'indagine sull'incidente del volo AA308 a Miami rimane aperta.
Archiviato in: