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Il comico cubano Ulises Toirac ha pubblicato questo venerdì sulla sua pagina di Facebook un meme che, con l'innocenza fingendo di «non ricordare bene il testo», ha trasformato un classico del romanticismo latinoamericano nell'inno non ufficiale della frustrazione cubana: «¡Váyanse sin medidas ni clemencia!»
La pubblicazione mostra un personaggio animato in tre dimensioni, in stile Pixar, con occhiali neri di plastica, smoking impeccabile e microfono vintage, che canta drammaticamente la frase con note musicali viola che fluttuano intorno a lui. Il testo che accompagna l'immagine è un prodigio di innocenza finta: «Davvero non riesco a ricordare il testo... Era così...?».
La canzone parodiata è «Ódiame», un valzer peruviano il cui verso più celebre recita «Ódiame sin medida, ni clemencia». Toirac ha preso quel verso, ha cambiato il verbo con precisione millimetrica —da «Ódiame» a «Váyanse»— e ha aggiunto una «s» a «medida», per alludere alle misure del paquetazo che ha recentemente annunciato il potere cubano. Così, ha trasformato un classico del disamore romantico in un editoriale politico con note musicali. L'operazione è tanto semplice quanto devastante.
Lo stesso Toirac, che oltre a essere umorista è attore, scrittore e un uomo di cultura, non ha lasciato la battuta a metà e ha chiarito nei commenti l'origine del brano: «Inizialmente era una poesia di Federico Barrato intitolata 'Ruego'. Successivamente il connazionale Rafael Otero López le ha messo musica, dando vita a 'Ódiame'. A cantarla per primo fu Julio Jaramillo con il Trío Los Panchos». La battuta, dunque, era accompagnata da erudizione e note a piè di pagina.
La reazione dei suoi seguaci è stata immediata e unanime. Un commentatore ha riassunto il sentimento collettivo con una frase che non ammette sfumature: «Credo che questo sia il testo che urlano tutti i cubani». Un altro è stato ancora più diretto e ha sottolineato che «ciò che è più importante del testo è 'che se ne vadano'». Una seguace ha proposto di aggiungere un ritornello: «che se ne vadano già, per favore». E qualcuno, con la solennità che il momento merita, ha proclamato che «Váyanse è la canzone dell'anno». Non è mancato chi ha suggerito che la versione di Toirac supera l'originale: «È meglio dell'originale, è ciò che devono fare. Viva Cuba Libera».
Il meme arriva in un momento in cui Toirac accumula settimane di critiche costanti al regime. Il 18 giugno, l'Assemblea Nazionale ha approvato un pacchetto di 176 misure economiche —la maggiore riforma strutturale dal Periodo Speciale— che include banche private, case di cambio private e una parziale dollarizzazione. Toirac ha risposto con un concorso satirico su Facebook per dare un nome alle nuove misure e non ha tardato a definirle tardive e inefficaci, avvertendo che il governo «sta solo cercando di guadagnare tempo».
Posteriormente, il comico è stato ancora più cupo e ha affermato che Cuba è "in un labirinto che non ha soluzione", almeno nel corso della sua vita, e ha ammesso che potrebbe lasciare l'isola se trova condizioni per sviluppare il suo lavoro. Con questo sfondo, il meme di questo venerdì non è solo una battuta: è la sintesi musicale di tutto ciò che ha detto in prosa per settimane.
Toirac ha anche chiesto che venga vietato ai quadri del PCC e ai militari di partecipare al nuovo tessuto economico, per evitare che le riforme conducano a un'oligarchia in stile sovietico. Quando qualcuno lo ha chiamato "mercenario" per le sue critiche, ha risposto con ironia che la sua pancia dimostrava che nessuno lo stava pagando.
Come ha scritto un seguace puntando direttamente alla dittatura cubana: «Se (la letra) era così o non lo era, non importa. Andatevene».
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