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Il comico e attore cubano Ulises Toirac ha pubblicato su Facebook una riflessione incisiva sulla crisi che sta vivendo Cuba, nella quale responsabilizza direttamente il regime per la sua incapacità di anticipare e gestire il disastro energetico che colpisce la popolazione proprio all'inizio dell'estate.
«Ogni anno c'è l'estate. E nemmeno questo sono riusciti a vedere...», inizia il testo, che in poche righe costruisce un'analisi devastante della crisi energetica che colpisce il paese.
Toirac avverte che i mesi peggiori del caldo devono ancora arrivare e che la situazione elettrica è già insostenibile. «Non è ancora finito giugno e il ritmo insopportabile dei blackout impone condizioni estremamente dure per la gente», scrive.
La critica al regime è diretta e senza concessioni.
Il umorista descrive coloro che governano come «re re privi della minima idea di come ci si sente a vivere in questo modo», circondati da una corte di seguaci che applaudono misure «assolutamente capitaliste» mentre le presentano come «conquiste del socialismo».
Il bianco più immediato è l'Assemblea Nazionale, che ha appena approvato un pacchetto di 176 misure economiche, tra cui la banca privata, le case di cambio private e la trasformazione delle imprese statali in società mercantili. Toirac chiede con sarcasmo: «Che diavolo danno come merenda in quell'Assemblea?».
Ricorda anche che il deterioramento delle condizioni di vita è ogni giorno peggiore, mentre la dirigenza cerca solo di «guadagnare tempo con i vicini del Nord e di allentare la corda».
L'attore sottolinea un aumento delle proteste cittadine e chiarisce che le persone non hanno perso la paura. «Sono esasperati di essere ignorati nella loro miseria, di vedere che le redini sono nelle mani di un bodyguard senza altri incarichi, che parla a nome del paese», scrive, facendo un riferimento diretto al Cangrejo.
E in una critica alla reale struttura del potere a Cuba, si afferma che «in realtà, le redini non sono mai state tenute dal Governo pubblico ma da quello occulto».
La riflessione arriva in un momento di massima tensione sociale. L'Unione Elettrica riporta deficit di oltre 2.000 MW durante il picco notturno, con interruzioni superiori alle 24 ore consecutive a L'Avana.
Il cacerolazo e il rogo di pneumatici a San Miguel del Padrón, La Güinera e Carlos III di venerdì scorso fanno parte di un'ondata di proteste che si estende per L'Avana ogni giorno. L'Osservatorio Cubano dei Conflitti ha contabilizzato 1.311 manifestazioni solo a maggio.
Di fronte a questo scenario, Toirac lancia un avvertimento esplicito sui rischi di una nuova esplosione sociale: «Un'acutizzazione delle proteste, che porti a una manifestazione del tipo 11J, metterà la nomenclatura di fronte alla disgiunzione di 'dare l'ordine' sotto lo sguardo del governo statunitense che potrebbe anch'esso essere sotto pressione per agire».
Il finale del testo è rivolto alle forze di sicurezza del regime: «Attenzione alle decisioni che vengono prese. Fate attenzione alle reazioni. Girano con un accendino in un magazzino di esplosivi e la temperatura è alta».
E il suo messaggio finale è rivolto a poliziotti e repressori: «quello che sta gridando è il tuo vicino, la tua amica, il tuo familiare. Non è un verme mercenario venduto alla patria. Guarda il suo stomaco e le sue braccia».
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