Ulises Toirac ironizza sulle nuove misure del governo cubano con un concorso sui social

Ulises Toirac ha lanciato un concorso satirico su Facebook per «dare un nome» alle nuove misure economiche del regime cubano, con premi legati ai blackout.



Ulises ToiracFoto © Facebook/Ulises Toirac

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Il comico cubano Ulises Toirac ha lanciato questo giovedì su Facebook un concorso satirico che invita a «dare un nome alle Nuove Misure» annunciate dal regime, una presa in giro diretta al nuovo pacchetto di riforme economiche presentato dal regime.

Le basi del concorso sono tanto ironiche quanto precise: il nome proposto non può includere parole come «errore», «rettifica», «superamento» o «riordino», termini che il governo cubano ha ripetuto per decenni in successivi pacchetti di misure che non hanno mai risolto la crisi strutturale del paese.

Non può nemmeno essere una frase esdrújula né contenere parole di più di sei sillabe, «affinché possa essere scritta e ripetuta senza errori dal più modesto dei combattenti online», secondo le stesse basi redatte da Toirac.

Il terzo requisito si rivolge direttamente al discorso ufficiale: il nome scelto deve trasmettere «fiducia, sicurezza e una certezza assoluta che ORA SÌ, CAZZO».

I premi del concorso sono forse la parte più pungente del testo, poiché tutti ruotano attorno alla crisi energetica che schiaccia Cuba nel 2026.

La medaglia d'oro è un «impianto di pannelli solari con capacità per 30 ore di blackout a carico massimo»; quella d'argento, un Ecoflow «per sei ore di blackout con il carico di due ventilatori, un frigorifero, un televisore e quattro telefoni in carica».

Il bronzo si aggiudica «una bicicletta elettrogeneratrice con la capacità di alimentare un ventilatore», con una raccomandazione tra parentesi: «che sia puntato verso chi sta pedalando».

La riferimento non è casuale. Cuba attraversa una delle peggiori crisi energetiche della sua storia recente, con blackout di fino a 22 ore al giorno all'Avana, un deficit elettrico che ha superato i 2.174 MW al picco notturno del 14 maggio, e una disconnessione totale del sistema elettrico nazionale il 16 marzo, la sesta in 18 mesi.

Il concorso arriva giorni dopo che Toirac si era già espresso riguardo le riforme con la stessa fermezza. Il 15 giugno ha scritto che le misure arrivano «in ritardo e controvoglia» e che «oggi non funzioneranno anch'esse», sostenendo che la diaspora imprenditoriale è già delusa per i debiti non pagati del regime.

Quello stesso giorno, quando alcuni utenti lo chiamarono «mercenario» per le sue critiche, rispose con il suo abituale senso dell'umorismo: «Guarda il mio pancione! Nessuno può pagarmi».

Il pacchetto che Toirac satirizza è stato approvato questo giovedì dal plenum straordinario del Comitato Centrale del PCC e include più di 20 misure: maggiore autonomia municipale, apertura agli investimenti stranieri nelle piccole e medie imprese, eliminazione dell'intermediazione statale nel commercio estero, riduzione dei ministeri da 27 a tra 20 e 21, e apertura ai cubani residenti all'estero per investire nell'isola.

Díaz-Canel ha giustificato il cambiamento con una frase che lo stesso regime ha diffuso: «la realtà ci impone dei cambiamenti».

Toirac utilizza da mesi i social media per far emergere il divario tra quel discorso ufficiale e la vita quotidiana dei cubani. A maggio ha criticato il governo per aver dato priorità alla campagna «La mia firma per la Patria» rispetto alla soluzione dei blackout, e a giugno ha avvertito che la Legge sulla Comunicazione Sociale funziona come una «spada di Damocle» per gli umoristi a causa della sua applicazione soggettiva.

Il stesso Díaz-Canel ha riconosciuto questo giovedì, nel plenum del Comitato Centrale, che ci sono «ostacoli che non vengono da fuori né dal blocco», un'ammissione insolita che non ha impedito che il concorso di Toirac circolasse come il riassunto più accurato di ciò che molti cubani pensano riguardo all'ennesima promessa di cambiamento.

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