Anna Bensi distrugge la fantasia comunista: «Io non lo leggo, lo vivo e lo soffro»

Anna Bensi pubblica un reel dal suo arresto domiciliare a Cuba e smonta il comunismo teorico con una frase: «Io non lo leggo, lo vivo e lo soffro».



Anna BensiFoto © Instagram / Anna Bensi

La influencer cubana Anna Bensi ha pubblicato questo venerdì un reel su Instagram che scuote con forza la narrativa di coloro che difendono il comunismo dalla comodità del capitalismo, e lo fa da una posizione che nessun teorico da biblioteca può rivendicare: più di 20 anni vivendo sotto una dittatura e, dal 25 marzo, agli arresti domiciliari per aver pubblicato video critici nei confronti del regime.

Il video, di quasi due minuti, è rivolto a coloro che proclamano il loro rifiuto del capitalismo mentre lo godono senza restrizioni.

«Dice che è anticapitalista con una Coca-Cola in mano e l'altra con un iPhone», afferma Bensi con ironia prima di entrare nel vivo dell'argomento.

«Ma come puoi venire a dirmi che ho torto quando vivono da più di 20 anni in una dittatura comunista e tu non sei mai uscito dall'aria condizionata per lavorare per uno stipendio che non basta nemmeno per un cartone di uova?», chiede la giovane habanera di 21 anni, il cui nome reale è Ana Sofía Benítez Silvente.

Bensi non si limita all'aneddoto personale. Descrive il sistema con precisione: «In una dittatura comunista ciò che conta meno è il popolo, dove le persone comuni non hanno qualità della vita, non hanno futuro e non hanno dignità».

Su definizione del comunismo reale è contundente: «È pensare in modo diverso e diventare uno dei più di mille prigionieri politici che oggi ha Cuba». Una cifra che, secondo Prisoners Defenders, ha raggiunto un record assoluto di 1.281 prigionieri politici a maggio del 2026.

Il video acquista un peso particolare per il contesto in cui è stato registrato. Bensi parla dalla detenzione domiciliare che condivide con sua madre, Caridad Silvente, accusate di «atti contro la privacy personale e familiare» per aver filmato un agente del MININT mentre consegnava una citazione a casa loro. La pena che affrontano varia da due a cinque anni di prigione.

Questa pressione non ha silenziato la creatrice, che fa parte del collettivo «Fuera de la Caja Cuba», fondato nel gennaio del 2026 per promuovere il pensiero libertario attraverso l'arte e i social media.

Ogni sua pubblicazione è, di fatto, un atto di resistenza con conseguenze penali reali.

Il telone di sfondo del video è fornito dal caso di El 4tico, progetto audiovisivo indipendente di Holguín.

Sus membri Ernesto Ricardo Medina e Kamil Zayas Pérez sono stati arrestati il 6 febbraio 2026 per aver pubblicato contenuti critici verso il regime, accusati di «propaganda contro l'ordine costituzionale» e «istigazione a delinquere» che possono comportare fino a nove anni di carcere.

I suoi dispositivi sono stati confiscati e, dalla prigione, Medina si è rifiutato di registrare un video di «pentimento».

Bensi smonta anche l'ipocrisia della dirigenza che amministra quel sistema: «I dittatori comunisti a cui applaudisci i discorsi sono i più capitalisti del pianeta. Non gli interessa eradicare la povertà, la moltiplicano per eternizzarsi al potere».

Il finale del reel riassume tutto in una frase che non ammette repliche dalla teoria: «Non mi convincerai, io non leggo il comunismo, io lo vivo, io lo soffro. La realtà è che il comunismo non ha mai funzionato e non funzionerà mai».

In maggio 2026, l'inviato speciale degli Stati Uniti per Cuba, Mike Hammer, ha incontrato Bensi e il collettivo «Fuera de la Caja Cuba» e ha trasmesso i saluti del segretario di Stato Marco Rubio, in un gesto che ha sottolineato il riconoscimento internazionale della loro resistenza.

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Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.

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