La attivista cubana Amelia Calzadilla ha denunciato questo venerdì un presunto atto repressivo contro giovani legati al progetto indipendente El 4tico, dopo che agenti di polizia si sono presentati presso l'abitazione da cui producono e diffondono i loro contenuti.
Attraverso un video condiviso sui social media, Calzadilla ha lanciato un allerta su quanto accaduto. “Questo è un SOS alla mia comunità. Sta succedendo proprio adesso”, ha dichiarato, mentre mostrava il momento in cui la polizia arrivava sul luogo.
Secondo la sua denuncia, le autorità starebbero effettuando “una perquisizione illegale” nella casa dei giovani, che ha descritto come cittadini che si esprimono “in modo civico e pacifico” dalla propria abitazione.
Calzadilla ha messo in dubbio in maniera diretta il discorso ufficiale del regime. “Non dicevano che a Cuba non si perseguitano gli oppositori?”, ha chiesto, mentre ha chiesto rispetto per le persone e per il popolo cubano.
Il progetto El 4tico ha condiviso il video sui suoi canali social e numerosi attivisti cubani gli hanno offerto supporto solidale. Nel filmato si sente un poliziotto spiegare: "Lei ha un ordine di perquisizione. Deve aprire e permetterci di entrare".
Era un gruppo di almeno quattro ufficiali, e uno di loro mostrò all'attivista il documento che avrebbe dovuto corrispondere all'ordine di perquisizione.
El 4tico è conosciuto sui social media per i suoi video di analisi e critica sociopolitica della realtà cubana. Ha guadagnato visibilità smontando le narrazioni ufficiali attraverso argomenti comunicativi e elementi storici.
In un paese segnato da blackout, inflazione fuori controllo, migrazione di massa e crescente malcontento sociale, questo tipo di iniziative riporta in primo piano il dibattito sulle libertà di espressione e creazione a Cuba.
Fino ad ora, le autorità non hanno fornito una versione ufficiale sull'operazione denunciata.
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