Il colmo: l'ONU riconosce la FMC per la protezione di donne e ragazze

L'UNFPA ha riconosciuto la FMC per la protezione di donne e ragazze, mentre organizzazioni indipendenti documentano 48 femminicidi nel 2025 e Cuba è priva di leggi contro la violenza di genere.



Mariela Castro e repressione a CubaFoto © Collage CiberCuba

Il Fondo di Popolazione delle Nazioni Unite (UNFPA) ha conferito questo mercoledì un riconoscimento alla Federazione delle Donne Cubane (FMC) per il suo presunto impegno nella promozione dell'uguaglianza e nella protezione dei diritti delle donne e delle ragazze, come riportato dal canale ufficiale del regime cubano Canal Caribe.

Il premio è stato consegnato durante la reinaugurazione del Ministero Nazionale della FMC, uno spazio presentato come strumento per rafforzare l'assistenza integrale alle vittime di violenza di genere a Cuba.

Al evento ha partecipato Teresa Amarelle Boué, membro del Burò Politico del Partito Comunista di Cuba e segretaria generale della FMC, il che illustra con precisione la natura dell'organizzazione riconosciuta: non è un'entità civile indipendente, ma una cinghia di trasmissione del regime fondata nel 1960 e subordinata allo Stato.

La paradosso del riconoscimento risulta difficile da ignorare. La stessa FMC ha ammesso nell'agosto del 2024 che più di 16.000 donne e ragazze a Cuba affrontano violenza di genere, con circa 10.000 famiglie colpite.

Mientras l'UNFPA premia la FMC, le piattaforme femministe indipendenti Yo Sí Te Creo e Alas Tensas hanno documentato 48 femminicidi verificati a Cuba durante il 2025, con 37 scomparse di donne registrate e l'81% dei crimini commessi dalle stesse coppie delle vittime.

Nei primi mesi del 2026, queste stesse organizzazioni contavano già almeno 21 femminicidi, e tra il 2019 e il 2025 il numero accumulato documentato da OGAT e Yo Sí Te Creo ammonta a 315 casi.

Il femminicidio non è classificato come reato specifico nel Codice Penale cubano, e non esiste una Legge Integrale contro la Violenza di Genere sull'isola, una richiesta storica del movimento femminista indipendente che non è nemmeno prevista nel calendario legislativo fino al 2028.

In marzo del 2025, l'attivista Carolina Barrero ha portato la voce delle donne cubane all'ONU, denunciando precisamente la mancanza di riconoscimento del femminicidio e la repressione governativa contro coloro che cercano di metterlo in evidenza.

Questo episodio non è isolato. Nell'aprile del 2026, Cuba è stata eletta per acclamazione al Comitato ONG dell'ECOSOC —l'organismo delle Nazioni Unite che supervisiona la società civile— nonostante sull'isola non esista alcuna organizzazione non governativa indipendente riconosciuta, il che ha generato proteste formali da parte degli Stati Uniti e di altri paesi.

Amarelle Boué, la stessa funzionaria che guida la FMC ora premiata dalle Nazioni Unite, ha dichiarato in agosto 2022 che «l'embargo è la maggiore violenza contro la donna cubana», un'affermazione che riassume l'approccio politico dell'organizzazione e la sua distanza rispetto alle cubane che affrontano violenze reali nelle loro case.

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