Il regime cubano rivede le riforme e promette di diffondere tutti i dettagli

Il Consiglio dei Ministri di Cuba ha esaminato le 176 riforme economiche e ha promesso di pubblicarle integralmente, in mezzo a scetticismo da parte dei cittadini e a nuove sanzioni da parte degli Stati Uniti.



Manuel Marrero CruzFoto © X/ Manuel Marrero Cruz

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Il Consiglio dei Ministri di Cuba si riunisce questo mercoledì per esaminare il pacchetto di 176 trasformazioni economiche e sociali approvate di recente, con la promessa che saranno pubblicate integralmente una volta completate le analisi interne.

L'annuncio è stato fatto dal Primo Ministro Manuel Marrero Cruz attraverso il suo profilo su X, confermato poco dopo dal giornale ufficiale Granma.

«Oggi analizzeremo nel Consiglio dei Ministri le trasformazioni economiche e sociali recentemente approvate, arricchite dalle considerazioni del Burò Politico e dagli interventi effettuati nel Plenario del Partito Comunista e nell'Assemblea Nazionale», ha scritto Marrero Cruz.

Nel medesimo thread del tweet, ha promesso che le misure saranno rese note senza tagli.

Marrero le ha descritte come «una risposta audace e sovrana come risultato del processo di aggiornamento e perfezionamento del Modello Economico Cubano, avviato nel 2011 e approfondito a partire dal 2021».

Il Segretario dell'Organizzazione del Comitato Centrale del PCC, Roberto Morales Ojeda, si è unito anche alla narrativa ufficiale su X, affermando che le trasformazioni «vengono implementate dal Consiglio dei Ministri» e collegandole all'eredità di Fidel Castro.

«Cambiare ciò che deve essere cambiato con il senso del momento storico, come insegnò Fidel», ha sottolineato.

Il pacchetto di riforme, che raggruppa 176 misure in 23 assi fondamentali, è stato presentato da Marrero Cruz davanti al Pleno Straordinario del Comitato Centrale del PCC il 17 giugno e ratificato dall'Assemblea Nazionale il giorno successivo.

Tra le misure figurano l'apertura alle banche private, case di cambio private, compravendita di azioni di imprese statali da parte di privati e stranieri, dollarizzazione parziale, riduzione del numero dei ministeri da 27 a un numero compreso tra 20 e 21, eliminazione dei limiti salariali e una riforma fiscale con introduzione graduale dell'IVA.

Il Miguel Díaz-Canel ha riconosciuto al termine del Pleno che «la resistenza creativa non basta più» e che «non basta più spiegare la crisi, bisogna cambiarla», un’ammissione insolita del fallimento della gestione economica del regime nel corso degli anni.

Tuttavia, la promessa di trasparenza arriva in un contesto di profondo scetticismo e disperazione.

La popolazione cubana ha risposto all'annuncio delle riforme con cacerolazos a Santiago di Cuba, Santa Clara e L'Avana, mentre sui social network ha dominato l'espressione «lo stesso cane con collare diverso».

La sfiducia ha basi storiche: nel 2016, lo stesso governo ammise di aver realizzato solo il 21% delle Linee guida economiche promesse nel 2011.

La comunità internazionale non ha mostrato entusiasmo.

Il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha definito le 176 misure come «segnali di fumo superficiali» il 19 giugno, e appena quattro giorni dopo l'amministrazione Trump ha annunciato nuove sanzioni contro cinque entità cubane collegate al conglomerato militare GAESA, tra cui la Banca Finanziaria Internazionale e RAFIN S.A.

Il segretario di Stato Marco Rubio ha avvertito che «le banche straniere e altre aziende che forniscono servizi a queste entità devono congelare immediatamente tali attività», lasciando chiaro che Washington non considera le riforme come un vero cambiamento di rotta.

Il contesto è un'economia in caduta libera: la CEPAL prevede una contrazione del PIL cubano del 6,5 % per il 2026, la peggiore dell'America Latina, con una diminuzione accumulata superiore al 23 % dal 2019.

Le nuove riforme, inoltre, richiederanno la modifica di oltre 148 disposizioni giuridiche, un processo la cui attuazione reale il regime non ha spiegato chiaramente.

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Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.

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