Una cubana identificata su TikTok come @yemayasitaasessu ha pubblicato questo venerdì un video in cui denuncia con disperazione i black-out che la sua comunità sta subendo, raccontando di oltre 20 ore consecutive senza elettricità e descrivendo una situazione che, con le sue stesse parole, «non è vita».
Nel testimonianza, la donna racconta che da mezzanotte di giovedì fino alle otto di sera di venerdì non hanno avuto corrente elettrica, e che quando finalmente l'hanno riattivata, è durata meno di 15 minuti prima di tornare a mancare.
«Caballero, questo non si può più sopportare, non si può più, non ce la facciamo più», dice all'inizio del video, visibilmente esausta.
La cubana descrive come i blackout prolungati rendano impossibile conservare i cibi: «Esci per strada, tutto è carissimo, incomprabile, e allora compri un pacco di pollo a 6.000 pesi e poi devi mangiarlo come un maiale perché va a male».
Menziona anche il caldo insopportabile, le zanzare e le strade piene di spazzatura come parte di una realtà che si accumula senza soluzione: «Le lampade non sopportano più, i ventilatori non sopportano più, questo non si regge più».
Nella descrizione del video, la donna ha scritto: «Basta giààà, non possiamo più, ci stanno ammazzando in vita, quello che stanno vivendo i cubani non è vita, siamo esseri umani, non animali».
Il testimonio arriva in mezzo a una crisi elettrica di proporzioni storiche. La Unione Elettrica (UNE) ha riportato giovedì un'impatto massimo di 2.081 MW e ha proiettato un deficit di 2.075 MW per il picco notturno, con appena 950 MW di disponibilità di fronte a una domanda di 2.570 MW.
De quel deficit, 1.203 MW sono stati attribuiti direttamente alla mancanza di combustibile, con 106 centrali di generazione distribuita fuori servizio per la stessa causa.
La situazione a Santiago di Cuba è particolarmente critica: dal 16 giugno, l'azienda elettrica provinciale ha riorganizzato i blackout in nove blocchi, lasciando ogni zona con appena una o due ore di elettricità al giorno.
Il giovedì sono esplosi cacerolazos di massa a Santiago di Cuba in quartieri come Reparto Sueño, Micro 2, Santa Bárbara, Antonio Maceo e Altamira, mentre i residenti del quartiere habanero «El Hueco» denunciavano più di 36 ore consecutive senza elettricità.
Questo venerdì, i residenti di Santos Suárez, nel municipio Diez de Octubre dell'Avana, hanno dato fuoco ai rifiuti per le strade in segno di protesta per i blackout, mentre il regime rispondeva con schieramenti di polizia, militarizzazione delle strade e interruzioni di internet.
I casi estremi documentati a giugno includono 72 ore senza luce a Los Mangos, Matanzas, e 85 ore consecutive in un altro circuito di quella provincia, oltre a zone a Diez de Octubre che il 16 giugno hanno avuto appena 20 minuti di servizio elettrico nell'intera giornata.
Un studio pubblicato il 25 maggio ha evidenziato che i blackout prolungati a Cuba sono associati a depressione, ansia e stress severo, trasformandoli in un problema di sanità pubblica.
La cubana ha chiuso il suo video con una domanda che riassume l'esaurimento di milioni: «Ma fino a dove porteranno uno?»
Archiviato in: