Salgono cacerolazos a Santiago di Cuba in protesta contro i blackout

I vicini del Reparto Sueño a Santiago di Cuba hanno organizzato dei cacerolazos questo mercoledì contro i blackout che colpiscono la città, durando fino a 22 ore al giorno.



Immagine di riferimentoFoto © Illustrazione CiberCuba

Vecini del Reparto Sueño, a Santiago de Cuba, hanno battuto le pentole mercoledì in segno di protesta contro i prolungati blackout che lasciano la zona senza elettricità per quasi tutta la giornata, come riportato su Facebook dal giornalista indipendente Yosmany Mayeta Labrada.

La protesta non si è limitata a quel quartiere. I residenti hanno confermato nei commenti del post che i cacerolazos hanno risuonato anche per le strade di Santa Bárbara, nel Reparto Antonio Maceo, in Calle 17 di Veguita de Galo, Reparto Mármol e Altamira.

Un utente ha descritto la situazione come «BLACKOUT TOTALE PER TUTTO IL GIORNO».

Un altro commento ha segnalato che a Buena Vista, a L'Avana, si sono sentiti anche i pentoloni nella stessa giornata.

Il malcontento dei vicini è emerso nelle reazioni online. «Non si può più sopportare», ha scritto una residente. «È già troppo, basta», ha espresso un'altra. «Non è facile quello che stiamo passando noi cubani», ha riassunto una terza voce.

L'esplosione di mercoledì si verifica un giorno dopo che la Empresa Eléctrica de Santiago ha riorganizzato i blackout in nove blocchi, uno schema che lascia a ciascuna zona appena una o due ore di elettricità al giorno, ovvero interruzioni di fino a 22 ore consecutive.

La situazione a Santiago è ulteriormente peggiorata dopo il fermo della Central Termoelettrica Antonio Guiteras il 15 giugno a causa di una perdita nella caldaia, il che ha aumentato l'impatto previsto durante il picco notturno a 2,085 MW, con una disponibilità di appena 1,215 MW di fronte a una domanda di 3,100 MW a livello nazionale.

Questo mercoledì non è un fatto isolato a Santiago. Il Reparto Sueño aveva già dato vita a cacerolazos a marzo del 2026, quando il quartiere accumulava nove giorni consecutivi senza corrente senza risposta da parte delle autorità.

Captura di Facebook

Da allora, l'ondata di proteste nella città non si è mai fermata: nuovi cacerolazos hanno scosso vari quartieri il 23 marzo, il 30 e 31 maggio i quartieri Micro 3 e El Salao sono stati teatro di incendi di pneumatici e slogan come «¡Abajo la dictadura!» e «¡Patria y Vida!», il 5 giugno i residenti di Micro 2 hanno protestato dopo oltre dieci giorni senza elettricità a causa di un trasformatore danneggiato e non riparato, e il 12 giugno i residenti del Centro Urbano José Martí sono scesi in strada per chiedere elettricità, cibo e libertà.

Questo mercoledì sono stati segnalati cacerolazos a Santa Clara e nuove proteste a L'Avana, il che indica una giornata di malcontento diffuso in diverse province del paese.

Cattura di Facebook

Il panorama nazionale riflette una crisi di proporzioni storiche. L'Osservatorio Cubano dei Conflitti ha contabilizzato 1.311 proteste in tutta Cuba durante maggio 2026, cifra che si avvicina al record storico di 1.333 registrato a dicembre 2025, con 46 di queste proteste sviluppate in forma presenziale in strada.

Un dirigente dell'azienda elettrica di Santiago ha ammesso il 31 maggio che in molti casi l'azienda non può garantire nemmeno due ore di servizio elettrico al giorno, una confessione che riassume l'entità del collasso energetico che spinge i cubani a scendere in strada con le loro pentole.

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Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.

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