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Il regime cubano ha annunciato l'autorizzazione di banche private, istituzioni finanziarie non bancarie, case di cambio private e operatori privati di rimesse come parte del pacchetto di 176 misure economiche e sociali presentato dal primo ministro Manuel Marrero Cruz davanti all'Assemblea Nazionale del Potere Popolare.
Le iniziative, incluse nel cosiddetto Eje 11 riguardante il sistema bancario, finanziario e cambiario, prevedono anche l'apertura di conti in valuta per persone fisiche e giuridiche senza autorizzazione preventiva, la regolamentazione degli attivi virtuali e delle tecnologie finanziarie, l'eliminazione dei limiti ai trasferimenti e ai prelievi bancari, e la creazione di un mercato cambiario digitale in tempo reale.
Le misure sono state presentate durante la Terza Sessione Straordinaria dell'Assemblea Nazionale, secondo il documento divulgato da Granma, organo ufficiale del Partito Comunista di Cuba.
Dentro delle misure presentate ai deputati figura la partecipazione di capitali privati nazionali e stranieri nell'attività bancaria. Il documento prevede la creazione di banchi privati e istituzioni finanziarie non bancarie che opererebbero sotto la supervisione della Banca Centrale di Cuba.
Si permetterà anche l'istituzione di entità specializzate in microcrediti, uno strumento praticamente inesistente fino ad ora all'interno del sistema finanziario cubano.
La riforma include inoltre l'apertura di conti in valuta per persone fisiche e giuridiche senza la necessità di autorizzazioni amministrative preliminari, così come la regolamentazione degli asset virtuali e delle tecnologie finanziarie (fintech) per operazioni di incasso e pagamento nazionali e internazionali.
Come parte delle misure, Transfermóvil riceverà una licenza come istituzione finanziaria non bancaria, ampliando le sue funzioni all'interno dei servizi finanziari digitali del paese.
Uno dei cambiamenti più rilevanti si concentra nel mercato valutario. Il Governo ha annunciato che ristrutturerà il mercato ufficiale delle valute attraverso la partecipazione di attori economici non statali, includendo l'autorizzazione di case di cambio private e operatori privati di rimesse.
La proposta prevede inoltre la creazione di un mercato valutario digitale in tempo reale con agenti autorizzati e l'implementazione di un sistema di aste valutarie.
Le autorità prevedono anche di effettuare svalutazioni successive del peso cubano per ridurre le differenze tra i vari tassi di cambio esistenti. Secondo il documento presentato all'Assemblea, le imprese statali che non riusciranno ad adattarsi alle nuove condizioni di cambio potrebbero essere liquidate.
Un altro degli aspetti inclusi nelle riforme è la formalizzazione delle rimesse tramite canali privati autorizzati. A tal fine, si propone la figura del cosiddetto "agente di pagamento dell'ultima miglia" e la creazione di istituzioni finanziarie non bancarie, statali e private, dedicate alla canalizzazione dei flussi finanziari e alle operazioni di cambio.
Le misure arrivano in un contesto caratterizzato dall'importanza crescente del mercato informale delle valute e dalle difficoltà dello Stato nel reperire valuta forte attraverso i canali ufficiali.
Il pacchetto include anche modifiche che impattano direttamente sulle mipymes, cooperative e altri attori economici non statali. Tra queste spicca l'autorizzazione a depositare valuta estera in contante in conti bancari e ritirarla successivamente nella stessa moneta, a condizione che venga dichiarata la provenienza lecita dei fondi.
La misura annulla la restrizione applicata dal giugno 2021, quando la Banca Centrale di Cuba sospese l'accettazione di depositi in contante di dollari statunitensi nel sistema bancario nazionale.
Inoltre, verranno eliminati i limiti alle trasferte bancarie e ai prelievi di contante per le persone fisiche e giuridiche, nazionali e straniere.
Le riforme finanziarie fanno parte di un pacchetto più ampio che include cambiamenti nell'impresa statale, negli investimenti esteri, nel sistema fiscale, nella politica dei prezzi, nel commercio estero e nel ruolo degli attori economici non statali.
Tra le misure annunciate figurano anche l'ampliamento della partecipazione privata in diversi settori economici, nuove modalità di investimento estero, la creazione di mercati di forniture, cambiamenti nella formazione dei prezzi e modifiche nei rapporti tra lo Stato e le imprese.
Sebbene il Governo insista sul fatto che le misure non alterano l'essenza del modello socialista, l'apertura a banche private, operatori di rimessa e case di cambio private rappresenta una svolta senza precedenti nella politica finanziaria degli ultimi decenni e implica una riduzione parziale del controllo esclusivo che lo Stato ha storicamente mantenuto su queste attività.
L'attuazione di queste misure richiederà una vasta riforma normativa. Secondo quanto esposto davanti all'Assemblea Nazionale, le trasformazioni influenzano più di 148 disposizioni dell'ordinamento giuridico cubano e richiederanno la derogazione, modifica o creazione di decine di norme, comprese 10 leggi, 14 decreti-legge e otto decreti.
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