Il deputato cubano Yusuam Palacios ha sorpreso questo venerdì durante la Terza Sessione Straordinaria dell'Assemblea Nazionale del Potere Popolare (ANPP) affermando che la rivoluzione si salva anche con i «ricchi», in un intervento trasmesso in diretta da Canal Caribe dal Palazzo delle Convenzioni dell'Avana.
La sessione è stata convocata per discutere e sostenere un pacchetto di 176 misure di trasformazione economica presentato dal primo ministro Manuel Marrero Cruz, nel contesto della peggiore crisi che Cuba affronta dal Periodo Speciale degli anni novanta.
Palacios, deputato per il municipio di Sagua de Tánamo, a Holguín, ha sostenuto che la patria e il socialismo cubano si salvano «con tutti gli uomini e le donne, con gli istruiti e con coloro che forse non lo sono tanto, con i cubani che si trovano dentro Cuba e con quelli che sono all'estero».
Poi arrivò la frase che attirò l'attenzione: «con i poveri, e con coloro che oggi potrebbero persino, e non temiamo la parola, definirsi ricchi, ma sempre a patto che siano degni, sempre a patto che rispettino la prima legge della nostra Repubblica, il culto dei cubani alla piena dignità dell'uomo».
La menzione esplicita dei «ricchi» come parte di coloro che possono salvare la rivoluzione risulta insolita nel discorso ufficiale cubano, che per decenni ha definito la sua identità come una causa esclusivamente di e per gli umili.
Palacios ha tentato di ancorare il suo argomento nella figura di José Martí e nel centenario di Fidel Castro, che il regime commemorerà nel 2026: «La nostra essenza, come rivoluzione, come socialismo, è in Martí e in Fidel; uno, il maestro, la guida spirituale della nazione, ha condiviso il suo destino con i poveri della terra; il suo più grande discepolo, che compie 100 anni [...] Fidel ci ha sempre detto, e così dovrà essere, che la nostra rivoluzione è dei umili, per gli umili e con gli umili».
La tensione tra questo patrimonio dichiarato e le riforme discusse nella stessa sessione risulta evidente: tra le 176 misure figura l'autorizzazione di istituzioni bancarie private —inesistente dal 1959—, la creazione di case di cambio private, l'eliminazione del limite di 100 lavoratori per le mipyme e la conversione di imprese statali in società mercantili per azioni con partecipazione di persone fisiche e attori non statali.
Il Miguel Díaz-Canel stesso ha riconosciuto durante il Plenario del Comitato Centrale del Partito Comunista: «Ci sono ostacoli che non vengono dall'esterno né dai blocchi. Ci sono lentezze, burocrazia, norme che frenano coloro che vogliono produrre e decisioni che abbiamo rimandato». E di fronte all'ANPP ha insistito: «Non stiamo rinunciando al socialismo».
Palacios non è un deputato sconosciuto per i social media cubani. Ad aprile del 2026, un suo intervento al Colloquio Patria ha suscitato burle diffuse e confronti con Cantinflas, e a gennaio del 2023 è stato destituito dalla carica di presidente del Movimento Giovanile Martiano, sebbene abbia mantenuto il suo seggio parlamentare.
La sessione straordinaria ha visto la partecipazione telematica del Generale d'Esercito Raúl Castro e della presenza fisica di Díaz-Canel, in quello che il regime presenta come il maggiore sforzo di riforma economica degli ultimi decenni, inquadrato nell'anno che ha proclamato come l'«Anno del Centenario del Comandante in Capo Fidel Castro Ruz», le cui celebrazioni culmineranno il 13 agosto 2026.
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