Autorità della contea di Monroe hanno diffuso un video che mostra l'arresto del cubano Víctor Rafael Arcia Albeja-alias «Vitico»- l'ultimo di sei condannati per aver fatto parte di una rete che ha sequestrato, torturato ed estorto migranti cubani nel sud della Florida.
Le immagini, catturate durante un fermo di polizia nei Cayo di Florida nel febbraio 2024, hanno una durata di 44 minuti e sono state presentate come prova nella corte federale di Miami prima di essere diffuse dai media locali.
L'arresto catturato in video
Il video mostra un ufficiale del Dipartimento dello Sceriffo della contea di Monroe che tenta di comunicare con Arcia Albeja e il suo accompagnatore, Randy Verdera Luna, in mezzo a una evidente barriera linguistica.
Nessuno dei due uomini parlava inglese né aveva documentazione valida, e il veicolo non era registrato.
Arcia Albeja è stato inizialmente arrestato per non aver rispettato un segnale di STOP, e l'agente gli ha anche fatto notare di averlo visto tentare di nascondere una bottiglia di bevanda alcolica all'interno dell'auto.
Nelle immagini si sente l'ufficiale ordinare: «Spegni l'auto, spegni l'auto!», a cui uno degli uomini risponde: «Un momento, un momento! Calma».
Come operava la rete criminale
Secondo la procura federale, l'organizzazione ha trasportato migranti cubani su imbarcazioni da Cayo Coco, a Cuba, fino a Key Largo, Florida, tra marzo e maggio 2024.
Una volta nel territorio statunitense, i migranti venivano portati in una casa di sicurezza a Miami Gardens, dove la rete chiedeva 15.000 dollari a persona ai loro familiari.
La politica del gruppo era che nessun migrante sarebbe stato liberato fino al ricevimento del pagamento totale.
Quando le famiglie non riuscivano a pagare, la violenza aumentava: veniva loro inviato un video di un uomo picchiato con un machete e poi ucciso a colpi di pistola.
In uno degli episodi documentati dai pubblici ministeri, Jhonny Walther Izaguirre López ha messo una migrante in una videochiamata con sua madre, le ha puntato una pistola alla testa e le ha avvertito che, se non avesse pagato, «avrebbe ricevuto la testa di sua figlia».
Quando i tentativi di estorsione fallivano, il gruppo trasferiva le vittime in Louisiana per sottoporle a lavori forzati.
I sei accusati e le loro condanne
La ricerca federale ha identificato sei membri dell'organizzazione, tutti di origine cubana e residenti in diversi stati:
-Osmel Benítez («El Manco», Miami), condannato a 34 anni.
-Víctor Manuel Pérez Cárdenas (Tampa), a 17 anni e mezzo.
-Jhonny Walther Izaguirre López («El Mejicano», Baton Rouge), a 28 anni.
Yoelis Prada Ramos e José Ángel Marrero Rodríguez, dichiarati colpevoli e in attesa di sentenza.
Arcia Albeja è stato dichiarato colpevole il 20 febbraio da una giuria federale - l'ultimo dei sei a essere condannato - per accuse che includono cospirazione per rapire, quattro accuse di rapimento e quattro accuse di reati violenti a sostegno di attività di crimine organizzato.
La reazione delle autorità
Il procuratore federale Jason A. Reding Quiñones, del Distretto Meridionale della Florida, è stato categorico: «Si è trattato di una rete organizzata di traffico di esseri umani sostenuta da rapimenti, torture e terrore».
«Gli accusati hanno introdotto clandestinamente nel nostro paese migranti cubani vulnerabili e poi li hanno trattati come merce, incarcerandoli, colpendoli con machete, simulando esecuzioni e puntandogli armi alla testa per estorcere denaro alle loro famiglie. Queste non sono infrazioni migratorie. Sono crimini federali violenti», ha affermato.
La operazione è stata smantellata il 20 maggio 2024, quando Izaguirre López è stato arrestato sull'autostrada Florida's Turnpike e le autorità hanno salvato diversi migranti trattenuti dalla banda.
Arcia Albeja affronta una possibile pena di ergastolo. La sua sentenza è fissata per il prossimo 22 giugno presso il tribunale federale di Miami.
Archiviato in: