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La National Oceanic and Atmospheric Administration degli Stati Uniti (NOAA) ha confermato che sono già presenti le condizioni oceaniche e atmosferiche dell'evento El Niño/Oscillazione del Sud (ENOS), con proiezioni che indicano un'accelerazione intensificata nei prossimi mesi e conseguenze dirette per Cuba sotto forma di siccità e caldo estremo.
Secondo il rapporto del Centro di Previsione Climatica della NOAA, c'è una probabilità del 63% che il fenomeno raggiunga la categoria di «molto intenso» tra novembre 2026 e gennaio 2027.
Se si dovesse avverare quella previsione, l'evento potrebbe diventare uno dei più forti registrati dalla seconda metà del XX secolo fino ad oggi.
Per Cuba, il ritorno di El Niño porta con sé, secondo gli specialisti del Centro del Clima dell'Istituto di Meteorologia (Insmet), «una maggiore probabilità di instaurarsi di condizioni di siccità durante i mesi del periodo delle piogge», che va da maggio a ottobre, «così come di avere estati più calde del normale».
Questo scenario arriva in un momento particolarmente vulnerabile per l'isola: fino a marzo 2026, la siccità colpiva il 62% del territorio nazionale e le riserve idriche erano al 38% della loro capacità, il livello più basso dal 2015.
Un pronostico diffuso in aprile avvertiva già che tra giugno e agosto ci si aspettava temperature molto elevate, più giorni consecutivi di calore intenso e un maggiore stress idrico a Cuba.
Il precedente più vicino è l'estate del 2025, quando specialisti cubani hanno collegato per la prima volta le ondate di calore con un aumento della mortalità giornaliera, specialmente tra le persone anziane, i bambini, le donne in gravidanza e i pazienti con malattie croniche.
Il fenomeno ha anche delle implicazioni per la stagione ciclónica in corso.
Gli specialisti dell'Insmet segnalano che la presenza dell'ENOS «tende a deprimere l'attività ciclonica nella regione tropicale dell'Atlantico, rafforzando i cosiddetti venti di taglio nell'atmosfera superiore», il che rende difficile la formazione e l'intensificazione dei cicloni tropicali.
Tuttavia, avvertono che «questo non elimina in alcun modo il rischio di impatto di almeno un organismo su Cuba».
L'Insmet ha proiettato per la stagione degli uragani 2026 una probabilità del 40% che almeno un uragano colpisca l'isola e del 75% che lo faccia qualche tempesta tropicale.
L'episodio de El Niño del 1997-1998 —il più intenso del XX secolo— ha lasciato a Cuba una grave siccità che ha aggravato la già fragile situazione del settore agricolo, uno scenario che i meteorologi non escludono possa ripetersi con l'attuale evento.
«Il Centro del Clima dell'Insmet mantiene un attento monitoraggio sull'evoluzione dell'ENOS», conclude il rapporto ufficiale, in un contesto in cui la popolazione cubana deve già affrontare la scarsità d'acqua e temperature estreme senza le risorse né l'infrastruttura necessari per mitigarne gli effetti.
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