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Il Instituto de Meteorología di Cuba (INSMET) ha pubblicato questo mercoledì il suo previsione ufficiale per la stagione ciclonica 2026 nell'Atlantico settentrionale, anticipando una stagione «poco attiva» e meno intensa del normale, con 11 cicloni tropicali previsti per tutta la regione.
Il documento, elaborato dal Centro di Previsioni e dal Centro del Clima dell'INSMET, segnala che «le condizioni oceaniche e atmosferiche fondamentali che regolano l'attività ciclonica tropicale sull'oceano Atlantico, nel golfo del Messico e nel mar dei Caraibi anticipano lo sviluppo di una stagione ciclonica meno attiva del normale».
Dei 11 cicloni previsti, cinque potrebbero raggiungere la categoria di uragano e due sarebbero uragani di grande intensità.
La distribuzione geografica stimata è di otto cicloni nell'Atlantico, due nel mar dei Caraibi e uno nel golfo del Messico.
Per Cuba, l'INSMET stabilisce un pericolo moderato: la probabilità che almeno un uragano colpisca l'isola è del 40%, una cifra leggermente superiore al rischio climatico storico del paese, che è del 35%.
Ancora più elevata è la probabilità che una tempesta tropicale colpisca l'isola: l'istituto la colloca al 75%.
Il fattore determinante della previsione è la crescente probabilità di sviluppo di un evento El Niño – Oscillazione del Sud (ENSO) a partire da giugno o luglio, che potrebbe persistere fino alla fine del 2026.
L'INSMET avverte che «un evento ENOS leggero non limiterebbe l'attività ciclonica nella regione atlantica, ma quelli moderati o forti riducono tale attività», e sottolinea che «attualmente esiste la possibilità che questo ENOS sia un evento moderato o superiore».
Questo pronostico moderato arriva in netto contrasto con la stagione ciclonica 2025, che è stata eccezionalmente attiva e ha raggiunto il 105% della media storica.
Quell'anno è stato dominato dall'uragano Melissa, che ha toccato terra nell'oriente cubano il 29 ottobre 2025 come categoria tre, con venti sostenuti di 195 km/h, diventando il terzo uragano più distruttivo dell'Atlantico nella storia.
Melissa ha danneggiato oltre 116.000 abitazioni nell'oriente dell'isola e ha colpito più di 3,5 milioni di cubani nelle province di Santiago di Cuba, Holguín, Granma e Guantánamo.
Il pronostico dell'INSMET per il 2026 coincide in termini generali con quello della Università Statale del Colorado (CSU), che ad aprile ha previsto 13 tempeste nominate, sei uragani e due uragani maggiori, pari al 75% di una stagione media del periodo 1991-2020.
L'istituto ha anche avvertito che le previsioni per il verano del 2026 a Cuba indicano temperature superiori alla media storica e piogge vicine alla norma, il che aumenta la pressione su una popolazione che non si è ancora completamente ripresa dai danni causati da Melissa.
Il INSMET ha precisato che le previsioni per la stagione ciclone 2025 pubblicate nel maggio di quell'anno stimavano 15 cicloni tropicali e otto uragani, con una probabilità del 50% di uragano per Cuba, cifre che la realtà ha ampiamente superato.
Un aggiornamento delle previsioni di attività ciclonica 2026 nell'Atlantico del Nord sarà emesso dall'INSMET il prossimo mese di agosto.
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