Il scrittore e analista politico cubano Orlando Luis Pardo Lazo esclude che le azioni di Marco Rubio come Segretario di Stato siano un semplice calcolo elettorale per mantenere il voto cubanoamericano in Florida, e sostiene che il funzionario abbia in mente un obiettivo molto più grande: la presidenza degli Stati Uniti.
Pardo Lazo ha formulato questa analisi in un'intervista con CiberCuba registrata nel contesto della visita del Segretario della Difesa Pete Hegseth alla Base Navale di Guantánamo, dove mercoledì scorso ha lanciato avvertimenti militari al regime cubano.
Nel rispondere alla domanda se la politica di Rubio nei confronti di Cuba sia «un teatro per guadagnare voti alle prossime elezioni», l'analista non l'ha escluso completamente, ma ha avvertito delle conseguenze: «Sembra un teatro molto costoso, e ciò che accadrà è che il presidente Donald Trump e il Partito Repubblicano si seppelliranno fino in fondo alle prossime elezioni».
Tuttavia, Pardo Lazo ha chiarito che non crede che sia questo il caso.
«Mi sembra che Marco Rubio sappia molto bene cosa sta facendo», ha affermato, aggiungendo che utilizzare la politica verso Cuba solo per mantenere il voto della comunità in Florida sarebbe «uno scenario obsoleto, antiquato, anacronistico» tipico di coloro che «non sanno cosa stanno facendo».
Per l'analista, la chiave sta nel comprendere la nuova dimensione politica di Rubio: «Marco Rubio non ha più bisogno del voto della Florida nella sua vita. Marco Rubio sta giocandosi la presidenza degli Stati Uniti d'America».
Pardo Lazo lo colloca come una figura che aspira a «essere parte di un team, vicepresidente, presidente, o presidente in un momento determinato», e sottolinea che «è una figura nazionale su cui ora contano tutti i politici».
«Marco Rubio non è un senatore, non è un senatore locale. Ed è stato nel 2016», ha precisato, sottolineando la distanza tra il Rubio di allora e l'attuale Segretario di Stato.
Lo stesso Pardo Lazo ha riconosciuto di aver percorso quel cammino: «Io l'ho sostenuto con una maglietta che dice "per Marco" fin dal primo giorno. Poi, quando ho visto la figura di Trump, mi sono avvicinato alla figura di Trump».
L'analisi dello scrittore cubano coincide con segnali concreti dello scenario repubblicano. Rubio è stato confermato come Segretario di Stato nel gennaio 2025 con un voto di 99-0, diventando il primo ispano a dirigere la diplomazia statunitense, il che ha elevato il suo profilo sia a livello nazionale che internazionale.
Nei mercati di previsione per le elezioni del 2028, Rubio appariva a marzo con 19%, praticamente in pareggio con JD Vance e Gavin Newsom.
Un gruppo di donatori repubblicani discuteva a marzo una strategia per sostenere una possibile candidatura di Rubio nel 2028, mentre lo stesso Trump alimentava la speculazione dichiarando il 3 giugno nel podcast «Pod Force One» del New York Post che una formula Vance-Rubio sarebbe «molto difficile da battere»: «Mi piacciono entrambi... Non so come si potrebbe vincere contro di loro se vanno insieme».
Rubio, da parte sua, ha dichiarato pubblicamente che non si candiderebbe alla presidenza nel 2028 se Vance decidesse di candidarsi, il che suggerisce che sta negoziando la sua posizione all'interno dell'ecosistema repubblicano post-Trump prima di chiudere definitivamente quella porta.
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