«Holguín è una discarica totale», denunciano i cubani di fronte al collasso dei servizi comunali

I cubani denunciano sui social che Holguín è diventata una discarica, con strade, parchi e spazi sportivi in totale abbandono.



Basurero a HolguínFoto © Facebook

Un video pubblicato dalla pagina Facebook «Holguín Memories» mostra la Calle Mariana de la Torre coperta di rifiuti, detriti e spazzatura accumulati sul marciapiede, in una nuova denuncia dei cittadini riguardo il deterioramento di quella che un tempo era una delle città più pulite di Cuba.

Il reel, contrassegnato dall'ironico hashtag #ciudaddelosparques, ha accumulato oltre 51.000 visualizzazioni e generato 122 commenti carichi di indignazione. «Holguín è un vero e proprio deposito di rifiuti», hanno scritto i cubani sui social media reagendo alle immagini.

Il video della Calle Mariana de la Torre non è un caso isolato, ma l'espressione più recente di un deterioramento documentato da mesi. Ad aprile, si è registrato che i rifiuti ardono ogni notte in vari quartieri di Holguín, con fumi tossici derivanti dalla combustione di plastica e rifiuti organici a causa dell'irregolarità nella raccolta.

Nel mese di maggio, il vecchio parco giochi Los Caballitos è stato trasformato in una discarica improvvisata dopo essere stato demolito senza alcun piano di sostituzione. «Dove sono gli interventi del governo?», ha chiesto una vicina nei commenti.

Il 30 maggio scorso è stato segnalato che il sistema fognario di Holguín è tracimato da oltre un anno in diverse zone della città, senza che le autorità abbiano fornito una soluzione.

Il 2 giugno, un video virale ha mostrato l'Ateneo Deportivo di Holguín in totale abbandono: vegetazione, pali caduti, recinzioni scomparse e piscine con acqua putrida. Le immagini hanno superato le 40.000 visualizzazioni e hanno suscitato reazioni del tipo «fa male vederlo così» tra i cubani.

Questo stesso venerdì, le autorità hanno sgomberato mipymes e carretilleros dal mercato «Los Chinos», un luogo da anni soggetto a segnalazioni da parte dei residenti per accumulo di rifiuti, acque reflue e cattivi odori.

Il collasso di Holguín riflette una crisi nazionale. Su scala nazionale, la raccolta dei rifiuti è scesa a 24,9 milioni di metri cubici nel 2023, equivalente al 92% del volume dell'anno precedente.

A L'Avana, la generazione quotidiana supera i 30.000 metri cubi mentre la città dispone appena di circa 10.000 contenitori, molti dei quali in cattive condizioni, e un parco automobilistico che opera tra il 40% e il 57% di quanto necessario.

I cubani sui social media rifiutano le spiegazioni ufficiali che attribuiscono il deterioramento all'embargo statunitense e puntano direttamente all'abbandono istituzionale della dittatura come causa del disastro.

Il problema non è nuovo: dal 2018 si registravano lamentele per sporcizia nelle strade e nei terreni di Holguín, ma nel 2026 la situazione si è aggravata, trasformando la storica «Città dei Parchi» in simbolo del collasso dei servizi comunali a Cuba.

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Redazione di CiberCuba

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