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Una madre cubana ha condiviso su Facebook una testimonianza straziante che riassume la realtà quotidiana di milioni di famiglie nell'isola: sua figlia piccola che piangeva di fame mentre lei cercava di accendere della legna bagnata per cucinare, senza elettricità per tutto il giorno.
«Con mia figlia che piange perché ha fame. Ho cercato di accendere la legna per cucinare, ma è bagnata da ieri e non prende», ha scritto la donna nel suo post, che ha circolato ampiamente sui social media.
Il racconto descrive con precisione il ciclo faticoso che subiscono i cubani: «Trascorriamo l'intera giornata aspettando l'elettricità. La mettono per qualche minuto e poi la tolgono di nuovo. Sono momenti molto difficili che molte famiglie cubane stanno vivendo ogni giorno».
Il testimonio arriva nel mezzo della crisi elettrica più grave che abbia mai attraversato Cuba in decenni. Questa settimana, l'Unione Elettrica ha segnalato deficit di fino a 2.040 MW durante le ore di punta, con interruzioni simultanee che colpivano il 68% del sistema elettrico nazionale.
La impossibilità di cucinare con elettricità o gas ha spinto più di nove milioni di cubani a ricorrere al carbone, alla legna e ai focolari improvvisati, proprio la situazione che descrive questa madre.
In alcune zone di La Habana, i tagli hanno raggiunto le 20 e 22 ore quotidiane durante maggio; in alcuni municipi, le interruzioni hanno toccato le 50 ore.
L'impatto sulla nutrizione infantile è devastante. Secondo il Food Monitor Program, ad aprile del 2026 il 96,91% della popolazione cubana non aveva accesso adeguato al cibo, e il 33,9% delle famiglie ha avuto almeno un membro che si è coricato con fame nei 30 giorni precedenti.
UNICEF segnala che il 9% dei bambini cubani di età inferiore ai cinque anni soffre di grave privazione nutrizionale, e che il 48,5% degli alunni dai sei agli undici anni non riceve né cibo né merenda nei centri scolastici.
La ONU ha avvertito a maggio che a causa delle interruzioni di corrente.
Di fronte all'ampiezza della crisi, il Ministero dell'Istruzione ha anticipato la fine dell'anno scolastico al periodo compreso tra il 15 e il 30 giugno a causa dell'emergenza energetica.
Testimonianze simili a quella di questa madre —con bambini che piangono, legna bagnata e attese interminabili per l'elettricità— sono diventate virali in modo ricorrente sui social media dal 2025, riflettendo una realtà che il regime di Miguel Díaz-Canel non è riuscito a invertire.
Nonostante la sofferenza, la donna trovò nella fede il suo unico sostegno: «Oggi decido di alzare lo sguardo al cielo e adorare il Re dei re e Signore dei signori. Perché quando tutto sembra impossibile, Dio ha sempre l'ultima parola».
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