Madre ottiene generatore elettrico per suo figlio grazie ai cubani

Una madre cubana di Batabanó è riuscita a ottenere un generatore per suo figlio Crislandy, un bebé con tracheostomia, grazie alla solidarietà dei cubani sui social network.



Crislandy e sua madreFoto © Facebook / Elsa Rodriguez

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Elsa Rodríguez, una madre cubana residente nel comune di Batabanó, provincia di Mayabeque, è riuscita a ottenere un generatore elettrico per suo figlio Crislandy —un bambino di circa uno o due anni con tracheostomia e problemi cardiaci— grazie alla solidarietà dei cubani che hanno risposto al suo appello sui social media.

In un post di Facebook in cui ha ringraziato per l'aiuto ricevuto, Elsa ha scritto: «Grazie a Dio e a tutte le persone buone che ci hanno contattato. Ora Crislandy ha un Generatore di Corrente. Grazie per tutto l'aiuto in così poco tempo».

Nell'immagine che ha accompagnato il messaggio, il bambino appare sorridente in un deambulatore rosa, con un dispositivo medico blu attorno al collo e un gesso arancione sul braccio sinistro.

Il caso di Crislandy si aggiunge a una serie di situazioni simili che sono diventate ricorrenti a Cuba, dove famiglie con bambini elettro-dipendenti affrontano un'emergenza silenziosa di fronte ai prolungati blackout che colpiscono il paese dal 2025.

La crisi elettrica ha generato interruzioni di fino a 30 ore consecutive in zone rurali, mettendo in pericolo diretto la vita dei minori che dipendono da respiratori, ventilatori e sistemi di monitoraggio cardiaco per sopravvivere.

Di fronte all'incapacità dello Stato di garantire un fornimento elettrico stabile o di fornire attrezzature alternative a queste famiglie, molte hanno dovuto ricoverarsi in ospedale in modo indefinito o ricorrere alla solidarietà popolare tramite i social media per ottenere generatori o pannelli solari.

Captura di Facebook

Una infermiera di un ospedale pediatrico cubano ha spiegato a El País la gravità della situazione: «L'elettricità è di vitale importanza per un bambino connesso a ventilazione, perché senza luce l'apparecchiatura si guasta».

Il 7 giugno scorso, un altro caso documentato descriveva un bambino cubano con solo un polmone che era senza elettricità da 50 ore nella sua casa, senza che lo Stato offrisse alcuna soluzione.

Nel novembre 2025, la madre Yanelis Hernández Palmero, di Los Palacios, Pinar del Río, ha denunciato che suo figlio Jeisel, con atrofia muscolare spinale di tipo 1, dipende da ventilazione ed elettricità permanente per i suoi dispositivi medici, senza risposta da parte delle istituzioni.

Nel marzo del 2026, The New York Times ha raccolto il testimonianza di una madre habanera che ha riassunto con crudezza la realtà di migliaia di famiglie cubane: «La vita di lui dipende dall'elettricità».

Il fenomeno dell'autogestione solidale attraverso i social network è diventato il principale meccanismo di aiuto per queste famiglie di fronte all'assenza di soluzioni statali, compensando ciò che la dittatura cubana non ha potuto —né ha voluto— garantire ai suoi cittadini più vulnerabili.

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