CUPET risponde alle sanzioni degli Stati Uniti

CUPET ha respinto le sanzioni del Tesoro degli Stati Uniti con un comunicato che le definisce ingiuste e arbitrari, mentre Cuba sta attraversando la sua peggiore crisi energetica da decenni.



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La società statale Unión Cuba-Petróleo (CUPET) ha emesso un comunicato ufficiale in cui respinge «categoricamente» le sanzioni annunciate dal Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti, misura che Washington ha giustificato come risposta all'uso dell'energia da parte del regime cubano per finanziare la repressione.

Il testo, pubblicato sui social media di CUPET, qualifica le misure come «ingiuste e arbitrarie» e si conclude con il motto rivoluzionario «¡Patria o Muerte! ¡Venceremos!».

Il comunicato di CUPET, punto per punto

La compagnia petrolifera statale afferma che le sanzioni «cercano di influenzare direttamente lo svolgimento normale delle nostre operazioni e colpire un settore strategico del paese».

Il testo denuncia che le misure «non solo restringono l'accesso a risorse finanziarie e tecnologiche indispensabili per il funzionamento dell'industria, ma cercano anche di aggravare la crisi energetica e limitare lo sviluppo economico di Cuba».

La società assicura che «nessuna sanzione esterna potrà spezzare la volontà dei nostri lavoratori né fermare la missione di servire Cuba con trasparenza, responsabilità e disciplina».

Il comunicato convoca i suoi dipendenti con l'avviso che «ogni azione svolta in pozzi, impianti e strutture petrolifere rappresenta un contributo diretto alla resistenza e al benessere del popolo».

Le sanzioni che hanno motivato la risposta

Il Segretario di Stato Marco Rubio ha annunciato la designazione di CUPET come ente sanzionato ai sensi dell'Ordine Esecutivo 14404, firmato dal presidente Donald Trump il 1 maggio 2026.

La misura blocca tutti i beni e interessi di CUPET nel territorio americano e proibisce qualsiasi transazione con la compagnia petrolifera senza una licenza specifica dell'Ufficio per il Controllo dei Beni Stranieri (OFAC).

Rubio ha accusato il regime di aver «rubato e accumulato il carburante disponibile, utilizzandolo per l'aereo privato dei Castro, le forze di sicurezza impiegate per reprimere il popolo cubano, per mantenere illuminati hotel turistici vuoti e per trasportare persone sugli autobus per manifestazioni false».

El segretario di Stato ha inoltre avvertito che «continueremo ad attaccare la capacità del regime comunista» di utilizzare il commercio di energia come strumento di repressione.

Il contesto energetico che circonda la sanzione

Le sanzioni arrivano nel momento energetico peggiore che Cuba abbia vissuto in decenni.

Dal gennaio del 2026, le forniture venezuelane si sono interrotte dopo la cattura di Nicolás Maduro, e il Messico ha sospeso le sue spedizioni per timore di dazi statunitensi.

Il deficit elettrico ha raggiunto un record di 2.153 MW il 13 maggio, con interruzioni di corrente fino a 22 ore al giorno all'Avana.

Il ministro dell'Energia, Vicente de la O Levy, ha ammesso che Cuba non aveva «assolutamente nulla di fuel, di diesel, solo gas accompagnante», e che ad aprile è arrivata solo una nave di combustibile quando il paese aveva bisogno di almeno otto al mese.

Antecedenti e reazioni

La designazione di CUPET è la seconda grande azione sotto l'EO 14404 in meno di cinque settimane, dopo la sanzione a GAESA il 7 maggio.

La sanzione è arrivata un giorno dopo che è stato rivelato che Vanguard Energy, un'azienda di Coral Gables (Florida), aveva firmato un contratto per affittare impianti di CUPET e inviare più di 250.000 barili di carburante per viaggio. Il Dipartimento di Stato ha smentito di aver autorizzato tale operazione e Miami-Dade ha revocato la licenza commerciale dell'azienda.

Il primo ministro Manuel Marrero ha denunciato la misura come una «nuova offensiva» che aggrava il «blocco energetico», mentre l'avvocato Luis Carlos Battista l'ha qualificata come un potenziale «colpo di grazia» per il regime, poiché incide su servizi essenziali come il pompaggio dell'acqua e l'uso di ambulanze.

Rubio ha riassunto la posizione di Washington: «Il presidente Trump desidera un nuovo futuro per il popolo cubano, con maggiore libertà e opportunità economiche e politiche. Fino ad allora, continueremo a colpire la capacità del regime comunista di utilizzare il proprio commercio di energia per promuovere la sua agenda corrotta e reprimere violentemente il popolo cubano».

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Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.

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