Una cubana identificata come Claudia Manzanillo ha pubblicato su Facebook un video in cui percorre le strade della sua città natale, che è diventato virale, generando un'ondata di reazioni tra coloro che sono cresciuti a Manzanillo, Granma, e riconoscono il contrasto tra i loro ricordi e la realtà attuale.
Il clip corrisponde al giorno 12 della sua serie «Caminando mi tierra», una sfida personale per documentare la sua città. Claudia si presenta come «cubana e manzanillera», mostrando la sua vita «senza filtri», includendo «il buono… e il non così buono».
Le immagini parlano da sole: strade deserte, senza auto né persone che vi transitano, macerie e spazzatura accumulata, un enorme scarico di acqua sporca che va da un angolo all'altro e edifici in evidente stato di deterioramento.
«C'era un tempo in cui questa zona era conosciuta per altre cose: il movimento, la famiglia, la vita che si respirava ad ogni angolo... E oggi, ciò che colpisce di più è il silenzio», osserva la narratrice.
Claudia riassume l'impatto con una domanda diretta ai suoi seguaci: «Voglio solo che dicano cosa ne pensano di queste immagini».
Il video ha risuonato particolarmente tra i cubani della diaspora, che nei commenti hanno espresso dolore nel confrontare ciò che ricordano della città con ciò che vedono oggi.
«Queste immagini colpiscono tanto chi è cresciuto qui, perché non stanno vedendo una strada, stanno confrontando un ricordo con una realtà», riassume l'autrice, in un sentimento generalizzato che ha suscitato il materiale nei manzanilleros.
Il degrado che Claudia documenta non è nuovo né isolato.
In marzo, un crollo in via José de la Luz e Caballero ha parzialmente distrutto due abitazioni a Manzanillo. A febbraio, l'incendio di rifiuti e le microdiscariche nei quartieri urbani sono stati riconosciuti anche dai mezzi ufficiali come Radio Granma.
En ottobre scorso, i residenti di Manzanillo hanno confrontato direttamente la vicepresidente del Governo per denunciare interruzioni dell'acqua di settimane e pozzi contaminati.
Meses prima, ad agosto, l'abbandono dell'emblematico cabaret Costa Azul è stato denunciato come simbolo del deterioramento istituzionale della città, insieme alla tipografia El Arte, un altro patrimonio culturale che agonizza tra le macerie.
La stessa Claudia ha descritto in altre pubblicazioni lo stato di questi spazi con una frase che riassume la tragedia: «Dalle risate alle rovine… così è finito questo luogo».
Il caso di Manzanillo si inserisce in un modello nazionale che lo stesso regime ha riconosciuto parzialmente: dati ufficiali cubani di giugno 2025 indicano che il 75 % delle strade del paese si trovano in condizioni regolari o cattive.
A maggio di quest'anno, video di cittadini a Holguín hanno messo in evidenza lo stesso problema: strade in buone condizioni vicino alle sedi ufficiali e buche profonde lungo il percorso verso l'ospedale provinciale.
Manzanillo è una città portuale con più di 130.000 abitanti, fondata nel 1784 sulla costa del Golfo di Guacanayabo. Il suo peso storico è innegabile: a pochi chilometri si trova La Demajagua, dove Carlos Manuel de Céspedes iniziò la guerra di indipendenza nel 1868.
Oggi, quel lascito contrasta con decenni di abbandono istituzionale che nessun ricordo può mascherare.
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