Il segretario alla Difesa degli Stati Uniti, Pete Hegseth, ha lanciato mercoledì un avvertimento deciso al regime cubano dopo aver concluso una visita alla Base Navale di Guantánamo e trasferendosi al Comando Centrale (CENTCOM), a Tampa, Florida.
«Il nostro messaggio a Cuba è: non entrate in questo gioco in cui state minacciando gli americani o il territorio americano, perché non vi porterà bene», ha dichiarato il funzionario, in uno degli avvertimenti più diretti emessi recentemente dall'amministrazione Trump verso L'Avana.
Le dichiarazioni sono state rilasciate dopo una giornata a Guantánamo, dove Hegseth si è allenato insieme a marine, soldati e marinai prima di dirigersi alle truppe di stanza nella base navale.
Durante quella visita, il segretario della Difesa ha insistito sul fatto che sarebbe «imprudente» per Cuba cercare di acquisire armamenti in grado di raggiungere l'installazione militare statunitense o il territorio continentale degli Stati Uniti.
Secondo quanto affermato, una decisione di questo tipo «inviterebbe a una conflittualità» che il regime cubano non sarebbe in grado di sostenere.
Hegseth ha inoltre ribadito che il Dipartimento della Difesa rimarrà «preparato e posizionato per qualsiasi possibile contingenza» relativa a Cuba, e ha assicurato che il futuro dell'isola dipende sia dalle decisioni dei suoi dirigenti che da quelle adottate da Washington.
«Il futuro di Cuba è nelle mani dei suoi leader e del presidente degli Stati Uniti», ha affermato.
Il funzionario ha anche fatto riferimento al caso di Nicolás Maduro come esempio delle conseguenze che, a suo avviso, può avere sfidare gli Stati Uniti, alludendo alle azioni intraprese dall'amministrazione Trump contro il Venezuela.
Le avvertenze arrivano in un contesto di crescente tensione tra Washington e L'Avana, che si è intensificata a maggio del 2026, quando il portale Axios ha riportato che Cuba avrebbe acquisito oltre 300 droni militari provenienti da Russia e Iran dal 2023.
Secondo quel rapporto, funzionari cubani avrebbero discusso la possibilità di utilizzare questi sistemi contro la Base Navale di Guantánamo, imbarcazioni della Marina americana ed anche obiettivi in Florida. Mosca ha successivamente rigettato l'informazione, definendola una «guerra dell'informazione».
La risposta di Washington non si è fatta attendere. Secondo Politico, l'amministrazione Trump ha incaricato il Comando Sud della elaborazione di diversi scenari di azione militare contro Cuba, che includerebbero attacchi aerei limitati fino a un'eventuale intervento terrestre. Come parte di questo rafforzamento strategico, l'incrociatore portaerei USS Nimitz è stato dispiegato nei Caraibi lo scorso 20 maggio.
La situazione ha inoltre portato a un avvenimento poco comune nelle relazioni tra i due paesi. Il 29 maggio, il generale Francis L. Donovan, capo del Comando Sud, ha incontrato il generale Roberto Legrá Sotolongo, capo dello Stato Maggiore cubano, nei pressi di Guantánamo. Secondo diversi rapporti, è stata la prima riunione di questo livello tra i vertici militari dei due paesi in decenni.
Da La Habana, le autorità hanno risposto con un discorso di resistenza. Miguel Díaz-Canel ha avvertito recentemente che un'azione militare statunitense potrebbe provocare un «massacro dalle conseguenze incalcolabili», mentre il vicecancelliere Carlos Fernández de Cossío ha difeso il diritto di Cuba a rafforzare le proprie capacità difensive, anche se ha evitato di confermare o smentire direttamente le informazioni sui droni.
La visita di Hegseth a Guantánamo e Tampa era stata annunciata ufficialmente dal Pentagono lo scorso 9 giugno.
Sebbene funzionari statunitensi affermino di non considerare Cuba una minaccia imminente, hanno espresso preoccupazione per quella che descrivono come una «minaccia crescente» derivante dalla combinazione di nuove capacità militari, dalla vicinanza geografica dell'isola e dalla cooperazione di La Habana con la Russia e l'Iran.
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